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In Alto Adige l'idea di "punire" i comuni che non accolgono migranti ma al Trentino non piace. Gianmoena: "Preferiamo soluzioni condivise e non sanzioni"

L'ipotesi lanciata dal presidente dei comuni dell'Alto Adige: "Tagliare i fondi che la Provincia assegna ai municipi per le spese di investimento se non sono ospitali con i migranti"

Pubblicato il - 19 ottobre 2017 - 19:33

TRENTO. Punire i comuni che hanno deciso di non essere ospitali con gli immigrati? In Alto Adige ci stanno pensando e a lanciare l'idea è stato il presidente dei Comuni altoatesini Andreas Shatzer. L'ipotesi sarebbe quella di tagliare i fondi che la Provincia assegna ai municipi per le spese di investimento.

 

I ragionamenti ci sono senz'altro stati tanto che il presidente fa anche degli esempi: il Comune di Caldaro andrebbe a perdere 360 mila euro, mentre Corvara subirebbe un taglio di 142 mila euro.

 

L'idea ha già scatenato ovviamente diverse reazioni. Ma in Trentino sarebbe ipotizzabile un meccanismo del genere per i comuni che decidono di non ospitare i richiedenti asilo sul proprio territorio?

 

Il tema non è di certo nuovo. Già in passato l'assessore provinciale Luca Zeni aveva cercato di spiegare ai comuni trentini l'importanza dell'impegno da parte di tutti. In molti, però, avevano preferito non sentire. L'idea di “punire” le amministrazioni comunali che non si dimostrano solidali con i migranti non sembra comunque essere all'ordine del giorno.

 

A confermalo è lo stesso presidente del Consorzio dei Comuni, Paride Gianmoena che auspica invece dialogo e politiche comuni per affrontare la questione accoglienza.

 

“A dire la verità – ci spiega - noi non abbiamo fatto alcun tipo di ragionamento per quello che riguarda i comuni trentini sul fatto di sanzionare chi non accoglie. Abbiamo però a suo tempo messo in evidenza che non tutti i comuni hanno a disposizione alloggi di proprietà che possano essere messi a disposizione dei richiedenti asilo. Ci sono già molti comuni della nostra provincia che hanno messo a disposizione degli stabili per l'accoglienza e altri invece, proprietari di alloggi, li hanno già affidati a persone che ne avevano bisogno gli anni scorsi”.

 

Per Gianmoena il ruolo che dovrebbero avere i Comuni dovrebbe essere quello di far conoscere le opportunità offerte dalla Provincia e i bandi ad hoc pubblicati sulla ricerca di alloggi.

 

“I comuni dovrebbero essere parte attiva – afferma – spiegando ai cittadini i bandi pubblicati dalla Provincia per chiedere degli alloggi privati attraverso dei finanziamenti che arrivano dallo stato. Le amministrazioni possono farsi promotrici di questi bandi spiegare le garanzie che ci sono e le procedure”.

 

L'idea altoatesina di togliere i contributi ai comuni che non accolgono non sembra insomma trovare spazio in Trentino. “Io sono per impegnarsi a trovare soluzioni condivise – conclude Paride Gianmoena - piuttosto che sanzionare.  Ritengo sempre che la sanzione debba essere extrema ratio

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