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Liber Café chiude i battenti prima del previsto: "Piazza Dante è deserta, in un giorno guadagnati 80 euro e non arriviamo al 31 dicembre"

La risoluzione consensuale del rapporto contrattuale tra Comune e i gestori del LiberCafé di piazza Dante era avvenuta lo scorso novembre. Si era deciso di continuare fino alla fine dell'anno ma la situazione della piazza lo ha reso impossibile

Di G. Fin - 21 dicembre 2017 - 13:39

TRENTO. Il Liber Cafè ha chiuso definitivamente i battenti. I titolari nel mese scorso avevano deciso di alzare bandiera bianca e l'accordo con il Comune, come stabilito anche dal contratto, era quello di continuare fino al 31 dicembre. Questo, però, non è stato possibile.

 

“Nelle ultime settimane – ha spiegato il titolare Isidoro Ruocco – con gli incassi giornalieri non riuscivamo a coprire nessuna spesa. Così non si poteva andare avanti e per questo abbiamo deciso di chiudere i battenti prima ancora del termine previsto”.

 

Le luci del Liber Café sono state chiuse in anticipo. Una decisione presa non a cuor leggero a seguito della risoluzione del contratto. Soprattutto considerando i giovani che con la chiusura dell'attività sono rimasti senza un posto di lavoro. Basta pensare che all'apertura nell'aprile del 2016 i dipendenti erano 7. Successivamente all'inizio del 2017 sono passati a 5 e negli ultimi mesi erano in 2. Una diminuzione dovuta al calo di clientela e di conseguenza di lavoro.
 
Il titolari proprio in questi giorni stanno ringraziando quanti, fino a questo momento, hanno contribuito alla realizzazione degli eventi e delle serate offerte al Liber Café. Un ringraziamento che non riesce però a nascondere l'amarezza di un progetto costretto ad interrompersi. 

 

“Vogliamo ringraziare tutti – hanno spiegato i titolari – ma non possiamo che esprimere alcune perplessità sul continuo spaccio che si vede in questa piazza che non ha permesso alle persone di vivere questa bella parte della città”.

 

Gli oltre due milioni di euro spesi per la sistemazione della piazza e per la riqualificazione dell'intera zona, per cercare di strapparla dallo spaccio e dalle risse, non sembrano aver portato ad oggi alcun risultato. Per capirlo basta ricordare le scene di guerriglia avvenute questa estate, le risse che hanno coinvolto anche alcune persone che stavano tranquillamente passando una serata nel plateatico del Liber Café o ancora lo spaccio di stupefacenti che avviene sotto gli occhi dei passati a tutte le ore del giorno.

 

Non sono mancate anche le richieste, spesso rimaste inascoltate, fatte dal locale a partire da una illuminazione maggiore della piazza all'istallazione di alcuni giochi per bambini. “Erano stati portati dei poni per i bambini – ci spiega Ruocco – e sono venuti a dirci che rovinavano il prato perchè scavavano. A me sembra che a rovinare il prato siano invece gli spacciatori che scavano buche per nascondere la droga o urinano sulle piante e non questi animali”.

 

Tra le richieste arrivate dalla società che gestisce il locale anche un aiuto nella promozione dell'attività culturale vista la situazione della piazza. “Ci siamo impegnati fin dall'inizio – spiega ancora Ruocco – per promuovere molte attività anche per i bambini. Ma forse qualcuno non ha capito che sono davvero poche le mamme che portano i loro bambini se conoscono la situazione di questa piazza. Non bastava il nostro impegno”.

 

Quello che oggi rimane nella piazza è un locale chiuso, delle promesse che non hanno portato alcun risultato ma anche una domanda: “chi spiega ai cittadini –  si chiedono i titolari del locale - dove sono andati a finire i soldi pubblici spesi per piazza Dante?”.

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