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Per gli anziani soli ecco "Casa Cles", il nuovo progetto della Sad

L'obiettivo è quello di rispondere ai nuovi bisogni delle generazioni di anziani parzialmente autonomi, che manifestano disagio a stare a casa da soli e che nel contempo non hanno bisogno di (o non riescono a sostenere) assistenza diurna e notturna privata

Pubblicato il - 19 October 2017 - 14:53

CLES. Un nuovo progetto di cohousing che permette a persone anziane di vivere insieme dividendosi le spese di abitazione e di assistenza. Soprattutto, però, un modo per far fronte alla solitudine.

 

Questo il nuovo progetto “Casa Cles” inaugurato dalla cooperativa sociale Sad che sulla via principale di Cles, poco dopo la Chiesa parrocchiale e subito prima dell’Oratorio, metterà a disposizione degli anziani un nuovo servizio dalle caratteristiche innovative. Si tratta di un progetto di cohousing: nell’appartamento di via Marco da Cles, al civico 22, potranno convivere otto persone anziane, tutte con camera di 13-15 metri quadrati e bagno privati, con cucina, spazi di relax e assistenza condivisi.


L’organizzazione prevede infatti anche l’offerta di attività ricreative e il frequente contatto con le associazioni e i gruppi organizzati del territorio. ‘Casa Cles’ (il cui responsabile è Maurizio Suighi) è la terza nata delle Case di Sad, dopo l’esperienza della Vela e quella di Tassullo. Un successo che risponde ai nuovi bisogni delle generazioni di anziani parzialmente autonomi, che manifestano disagio a stare a casa da soli e che nel contempo non hanno bisogno di (o non riescono a sostenere) assistenza diurna e notturna privata.

 

“La sfida che la nostra cooperativa ha raccolto con convinzione - spiega Daniela Bottura, presidente della Sad - è quella di inventare risposte nuove ad una domanda di welfare in continuo cambiamento: la speranza di vita si allunga e noi proponiamo servizi di qualità che consentano di vivere bene gli anni dell’autosufficienza, condividendo spazi e relazioni, emozioni ed esperienze, per garantire agli anziani e alle loro famiglie un clima sereno e una assistenza qualificata”.

 

E proprio nella condivisione di spazi e di spese sta l’innovazione di questo progetto che, spiega l'assessore Luca Zeni, “esprime perfettamente lo spirito che deve orientare la nostra comunità: i cambiamenti della società, in cui aumenta l'aspettativa di vita, vanno interpretati e accompagnati in ottica sociale. Dobbiamo quindi impegnarci ad aumentare la qualità di vita. Le reti familiari non sono sempre sufficienti e, quindi, questa iniziativa ha un valore profondo e si inserisce perfettamente nella cornice della riforma del welfare anziani che una volta a regime consentirà di promuovere politiche per gli anziani che favoriscano relazioni e opportunità di vita di comunità. Aumentare questo tipo di sevizi – ha concluso l’assessore - è una priorità per la Provincia, e per questo nel prossimo bilancio intendiamo stanziare ulteriori 5 milioni di euro".

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