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Sgominata una banda internazionale di hacker con sedi a Bolzano, Roma, Milano, Genova, Bergamo e Ancona

L'operazione delle forze dell'ordine ha portato all'arresto di 6 persone e altre 13 sono indagate 

Pubblicato il - 08 November 2017 - 18:25

BOLZANO. Sono 6 le persone arrestate e 13 quelle indagate nell'operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bolzano, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bolzano, in collaborazione con l’Ufficio Centrale per la repressione dei reati informatici della Procura di Osnabrück (D) e della “Task Force Cybercrime” della Polizia Criminale di Osnabrück.

 

Le forze dell'ordine sono riuscite a sgominare una banda internazionale dedita alle truffe informatiche, composta in prevalenza da cittadini pachistani che tra l’inizio del 2011 e luglio 2017 è riuscita a infiltrarsi nei sistemi informatici dei centralini telefonici (tipo “Alcatel Omnipax” e “Siemens Hi-Path”), in uso a grandi aziende private ed enti pubblici tedeschi.

 

Con questo sistema i malviventi sfruttavano le utenze telefoniche delle ignare imprese, sulle quali deviavano un grosso volume di traffico telefonico, il tutto attraverso un trasferimento di chiamata preimpostato. Per non insospettire le vittime, l’hackeraggio avveniva durante i fine settimana o di notte, quando gli uffici o le società erano chiuse. Tra le parti lese germaniche vi sono anche il Tribunale di Osnabrück e la Corte D’Appello di Hamm.


Sono numerose le società e gli enti pubblici sparsi in vari Paesi europei (soprattutto Francia e Paesi Bassi), vittime di questa tipologia di truffa che ha portato alle parti lese ad essere stati addebitati oltre 3,5 milioni di euro dagli operatori telefonici.

 

Nell'aprile di quest'anno le indagini hanno portato ad una decina di perquisizioni tra Bolzano, Roma, Milano, Ancona e Genova, alle quali partecipavano anche magistrati e poliziotti tedeschi, che consentivano il sequestro di svariato materiale di prova (computer e altri sofisticati strumenti elettronici per l’hackeraggio, nonché importanti prove documentali).

A carico di 4 dei 13 indagati, è stato eseguito un mandato di arresto europeo richiesto dalla Procura di Osnabrück, per associazione per delinquere per reati informatici.

 

Nel luglio 2017 è stato perquisito un ulteriore covo dell’organizzazione, situato a Romano di Lombardia in provincia di Bergamo, che ha portato a 2 ulteriori arresti e alla scoperta di una vera e propria centrale telefonica dedicata all’hackeraggio.

 

Quattro degli arrestati sono già stati estradati in Germania, mentre un altro componente della banda, non potendo essere estradato, è posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria italiana.

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