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A una pensionata avevano rubato le donazioni per il Telefono Azzurro e colpivano sempre anziane in difficoltà, arrestate due donne

I carabinieri di Ponte Arche le avevano colte in flagrante ad aprile. Da lì in poi è iniziata un'indagine approfondita e si è scoperto che c'era una serialità. Ora per loro potrebbe arrivare il foglio di via dalle Giudicarie

Pubblicato il - 05 ottobre 2018 - 17:07

PONTE ARCHE. Adocchiavano persone in difficoltà, più fragili e, una volte entrate nelle loro case, portavano via il possibile. In un caso anche le donazioni per il ''Telefono Azzurro''. E’ giunta al termine, nei giorni scorsi un’attività investigativa dei carabinieri di Ponte Arche, della compagnia di Riva del Garda, un'operazione tesa a porre fine ad una serie di furti, commessi con modalità simili, da due donne. D. E. e R. M., entrambe residenti a Trento al campo nomadi, e già note ai militari dell’Arma, perché arrestate in flagranza di reato nel mese di aprile per un furto in abitazione sono state nuovamente arrestate.

 

Il processo d'indagine è cominciato proprio nel corso degli accertamenti relativi a quel primo arresto di sei mesi fa. I militari dell’Arma, infatti, sospettavano che vi potesse essere dell’altro e che l’attività investigativa avrebbe dovuto proseguire per verificare eventuali loro pregresse responsabilità. E’ nata quindi una più approfondita indagine durante la quale i carabinieri di Ponte Arche, coordinati dal Pubblico Ministero Carmine Russo, hanno ricostruito gli spostamenti effettuati per mesi dalle due donne, nell’ambito di tutto il Trentino.

 

L’analisi di una moltitudine di dati, informazioni fornite da cittadini, fotogrammi di impianti di videosorveglianza e relativi riscontri, hanno consentito ai militari di individuare alcuni furti, tutti commessi in danno a persone anziane con il medesimo modus operandi, in relazione ai quali sono emersi gravi indizi di colpevolezza per le due donne.

 

L’analisi della dinamica di tali fatti criminosi ha consentito ai militari di appurare che le due avevano colpito, senza farsi alcuno scrupolo riguardo le condizioni di fragilità delle loro vittime, e quasi sempre approfittando del fatto che le porte di ingresso delle abitazioni erano state lasciate, per consuetudine, aperte dalle stesse vittime.

 

In un'occasione dall’interno di una abitazione era stata addirittura rubata una cospicua somma di denaro, frutto dell’opera di volontariato di una pensionata delle Giudicarie Esteriori, raccolta nell’ambito di un'iniziativa dell’associazione Onlus “Telefono Azzurro”.

 

Ad una delle due, alla quale è stato anche contestato il reato di indebito utilizzo di carte di credito per aver prelevato denaro mediante una tessera bancomat rubata all’interno di una abitazione, i carabinieri di Ponte Arche hanno anche sequestrato beni per un valore pari al profitto del reato, in questo caso al totale dei prelievi che ammontavano a circa 2.000 euro.

 

Per le due scatteranno ora anche le proposte per il “foglio di via” nei comuni delle Giudicarie Esteriori in cui risultano aver colpito.

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