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Appassionato di lettura voleva andare al mare in bici, la comunità riabbraccia Valerio ritrovato a Rovigo

Il ragazzo di Lavarone è stato trovato in bici dalla polizia stradale a Badia Polesine in provincia di Rovigo. Ventiquattro ore di ricerche prima della telefonata dal Veneto delle forze dell'ordine: "E' qui e sta bene"

Di Luca Andreazza - 05 settembre 2018 - 19:40

LAVARONE. Il giovane Valerio Bertoldi è stato trovato, fortunatamente sano e salvo, ma soprattutto in buone condizioni e tranquillo in Veneto, ai bordi dell'A31, vicino all'uscita autostradale di Badia Polesine in provincia di Rovigo. La svolta nelle ricerche è arrivata alle 13, quando una pattuglia della polizia stradale ha notato il ragazzino pedalare tutto solo lungo la strada. 

 

Una vicenda che è diventata un'avventura per un ragazzino descritto come un sognatore e grande lettore, ma dotato anche di grande forza d'animo, Valerio avrebbe, infatti, pedalato per chilometri e chilometri fino a arrivare a Badia Polesine, circa 130 chilometri in bici.

Gli agenti si sono avvicinati, ma Valerio era senza documenti, quindi è stato portato in caserma e lì è arrivata l'identificazione per un sospiro di sollievo di genitori (padre pompiere, madre insegnante, oltre a due fratelli e una sorella) e familiari, ma anche dell'intera comunità, che si è mobilitata e ha seguito l'evolversi delle ricerche con il fiato sospeso.

 

Le forze dell'ordine venete si sono prese cura di lui, offrendogli il pranzo dopo una notte passata a pedalare, dormire e mangiare alla bell'e meglio, in attesa dei genitori per il ricongiungimento da lieto fine.

 

Da quanto emerge e per togliere ogni dubbio, non ci sarebbe nessun litigio famigliare alla base dell'allontanamento, ma semplicemente il ragazzino voleva andare al mare, probabilmente in Puglia. Una segnalazione confermata anche da un'albergatrice di Lavarone, che si è sentita chiedere da Valerio se poteva prendere il treno per andare in Puglia.

 

E' minorenne e non può viaggiare solo, ma non ha perso fiducia, ha inforcato la bici e via, un colpo di pedale dopo l'altro, mentre Lavarone iniziava a cercarlo.

 

Come è noto, le ricerche erano cominciate ieri mattina intorno le 10.30, dopo che i familiari non l'avevano visto rientrare da un giro in mountain bike. Così è stato lanciato l'allarme alla centrale unica.

 

Una grandissima risposta dei soccorsi, oltre 200 unità in campo per setacciare il territorio. Un'enorme sinergia tra vigili del fuoco volontari e permanenti, Soccorso alpino, guardia di finanza, polizia e croce rossa, coordinati da carabinieri e commissariato del governo.

 

Fin da subito non si è potuto contare sulle celle telefoniche, in quanto il ragazzo era senza cellulare. Le operazioni di ricerca sono cominciate immediatamente per battere prima le zone attorno all'abitazione per poi allargarsi ai boschi di Lavarone, in particolare la località Tomazol. A mezzogiorno di ieri è entrato in azione anche l'elicottero per sorvolare l'area. 

 

Tra le forze in campo un'unità cinofila da mantrailing e 6 unità cinofile della Scuola provinciale vani da ricerca e catastrofe onlus, quindi anche otto unità cinofile della Croce rossa, due della guardia di finanza, due della polizia e quattro del soccorso alpino per un totale di 23 cani alla ricerca di Valerio, oltre ai tre della protezione civile pronti a essere chiamati in causa. 

 

Nessuna traccia, tantomeno della mountain bike, così la segnalazione e le ricerche si sono estese, verso il versante veneto e la Valsugana, per non lasciare nulla di intentato, con altri uomini e donne della macchina dei soccorsi in allerta in tutto il Trentino

 

Le operazioni si sono protratte anche nella notte: squadre di terra e droni con telecamere notturne e unità ottiche aggiuntive. Esito negativo e le ricerche si sono intensificate ulteriormente all'alba.

 

Anche il Comune di Lavarone si è sempre mosso in modo tempestivo, tanto da estendere le ricerche alle proprietà sparse dei residenti come come baite, vòlti, soffitte e seconde case. Una comunicazione ufficiale nell'era dei social per accelerare tutto. 

 

Tutto senza risultati, fino alle 13 di oggi, quando la polizia stradale di Badia Polesine ha fermato tutto: "Velerio è qui e sta bene". Il lieto fine di un'avventura pericolosa, ma fortunata.

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