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| 31 gen 2018 | 11:50

Avevano in casa fucili, armi e munizioni della seconda guerra mondiale, nei guai due fratelli

Questa attività di indagine prende le mosse dall'operazione 'Ultimo botto', quando i carabinieri di Imer hanno arrestato Graziano Romagna di Mezzano. Perquisizione a Canazei, passo Pordoi, Primiero e Canal San Bovo. In campo carabinieri, artificieri di Bolzano e tre unità cinofile

Avevano in casa fucili, armi e munizioni della seconda guerra mondiale, nei guai due fratelli

CAVALESE. Un moschetto, un fucile 'Budapest', 117 cartucce di vario calibro, 100 grammi di polvere da sparo, otto detonatori in rame e dieci metri di miccia a lenta combustione, nei guai due fratelli di Canal San Bovo per detenzione di armi e materiale esplodente.

"Questo - spiega Luca Volpi, comandante dei carabinieri di Trento - materiale è stato rinvenuto nel garage delle abitazioni. Si tratta di reperti datati e quindi potenzialmente pericolosi per l'instabilità a causa del tempo trascorso in quanto presumibilmente risalente alla seconda guerra mondiale".

 

Questa attività di indagine prende le mosse dall'operazione 'Ultimo botto', quando i carabinieri di Imer hanno arrestato Graziano Romagna di Mezzano. In quel caso nell'abitazione del 51enne era stato trovato un arsenale tra detonatori, micce  e munizioni (Qui articolo). 

 

Gli sviluppi dell'attività investigativa tra la raccolta e la verifica di informazioni, ma anche osservazioni hanno portato alla perquisizione di quindici abitazioni a Canazei, passo Pordoi, Primiero e Canal San Bovo. 

 

In campo sono scesi carabinieri delle diverse unità territoriali, gli artificieri di Bolzano e tre unità cinofile di LaivesTorreglia in provincia di Padova.

"Abbiamo allargato il raggio d'azione - dice Enzo Molinari, maggiore dei carabinieri di Cavalese - per raggiungere un risultato certo e sicuro. Le persone non sono collegate tra loro anche per la diversità del materiale trovato: quello trovato in casa di Romagna era di utilizzo civile e proveniente dai paesi dell'ex Jugoslavia, mentre questo è di tipo militare e presumibilmente risale alla guerra".

 

In atto ci sono le perizie tecniche sui fucili per capire se questi fucili sono stati utilizzati e lo stato di conservazione, mentre resta ancora da chiarire come i due fratelli siano entrati in possesso di questo materiale, le indagini sono state affidate alla pm Alessandra Liverani.

 

Il materiale e le armi rinvenuti nel corso di quest’ultima operazione sono stati sequestrati e i due fratelli, R.M. di 54 anni e R.G. di 53 anni, entrambi di Canal San Bovo, sono stati denunciati in stato di libertà all'Autorità giudiziaria per le relative violazioni penali e alle leggi speciali.

  

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