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Boscaiolo 28enne vittima di un incidente mortale, lavorava in nero. Il titolare dell'azienda si è liberato del suo corpo

L'incidente era avvenuto il 19 novembre a Sagron Mis. Fin dal primo momento le circostanze della morte del giovane erano poche chiare. Le indagini portate avanti dai carabinieri hanno permesso di capire quello che è realmente accaduto

Pubblicato il - 14 December 2018 - 10:50

SAGRON MIS. Lavorava in nero per un'azienda del Primiero e dopo essere deceduto per un incidente sul posto di lavoro, il titolare dell'attività ha deciso di spostare il corpo senza nemmeno verificarne le condizioni scaricandolo vicino ad una scarpata per evitare che venisse ricollegato alla propria azienda e avere quindi problemi.

 

Questi i risultati delle indagini svolte dai carabinieri di Primiero San Martino di Castrozza e di Imer sulla morte del giovane boscaiolo Vitali Mardari trovato senza vita in un bosco a Sagron Mis il 19 novembre. Indagini che ora hanno portato alla denuncia di un imprenditore per omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di frode processuale.

 

Fin dal primo momento la morte del giovane aveva creato diversi dubbi nelle forze dell'ordine e le circostanze poche chiare avevano portato i carabinieri ad approfondire e ad avviare le indagini.

 

Era stata immediatamente rilevata una situazione non congrue rispetto alle testimonianze raccolte a caldo, prima tra tutti l’incompatibilità delle evidenti lesioni riportate dal malcapitato rispetto l’ambiente in cui è stato rinvenuto il corpo esanime. In quella specifica area infatti, non risultavano presenti nè piante tagliate, né rami o sassi che potevano aver colpito il ragazzo cagionando quel genere di lesioni alla testa.

 

Da qui le analisi portate avanti sull'area dove era stato ritrovato il corpo e le testimonianze hanno permesso di capire che l’infortunio mortale si era verificato in un luogo diverso da quello del rinvenimento della salma. Questo ha fatto ipotizzare che fosse stato spostato per deviare gli accertamenti delle Forze dell'ordine.

 

Le indagini sono quindi proseguite su questa strada e alla fine hanno permesso di capire quello che era successo. Il titolare di un azienda boschiva bellunese aveva ingaggiato in nero il giovane che andava a prestare manodopera unitamente ad altri colleghi in un cantiere boschivo di Sagron Mis. Il 19 novembre, nel corso dell’approntamento di una teleferica strumentale al taglio degli alberi, un cavo in acciaio si era spezzato e aveva colpito violentemente Mardari.

Il giovane boscaiolo sbalzato a qualche decina di metri è morto sul posto a causa di importanti fratture alla base cranica

 

I colleghi hanno immediatamente allertato il titolare dell'impresa boschiva che, giunto sul posto, senza nemmeno verificare le condizioni dell’infortunato, ha deciso di caricare il corpo esanime sull’autovettura dello stesso malcapitato e coadiuvato da una seconda persona, lo ha trasportato ad una distanza di 600 metri. Qui, nelle vicinanze di una scarpata, è stato scaricato sul terreno il corpo senza vita del giovane boscaiolo appoggiando sulla salma alcuni legni, condotte ritenute dagli inquirenti, come chiaramente finalizzate a mutare artificiosamente lo stato dei luoghi in maniera da sviare le indagini.

 

Ed è stato proprio il titolare della ditta che successivamente, ha chiamato una guardia boschiva che a sua volta ha allertato i soccorsi, affermando di aver casualmente rinvenuto nel bosco una persona esanime a lui non conosciuta. I sanitari giunti sul posto hanno potuto far altro che constatare la morte del giovane boscaiolo.

 

La Squadra investigazioni scientifiche dei carabinieri di Trento giunta sul scena del crimine per coadiuvare i colleghi del Primiero, sono riusciti a rivenire un berretto nel punto d’impatto con il cavo, riguardo al quale i famigliari della vittima riferivano come il loro caro nella mattinata fosse uscito calzando proprio quel berretto in lana. Gli investigatori inoltre hanno individuato all’interno del cantiere boschivo sul presunto punto di impatto tra il cavo e ed il cavo di acciaio delle tracce ematiche che venivano raccolte a fini comparativi.

 

A completamento delle attività di polizia giudiziaria, sono in corso anche verifiche serrate a cura degli ispettori dell’Uopsal della Provincia Autonoma di Trento per accertare con assoluta perizia le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.

 

I carabinieri di Primiero hanno denunciato l’imprenditore boschivo per i reati di omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di frode processuale.

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