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Con i "Gratta e Vinci" raccolti dal cestino ne fa due vincenti da 500.000 euro. Va a ritirare il milione e viene condannato per truffa aggravata

I fatti si sono svolti a Pergine. Un uomo di origine serba di 71 anni, residente nel comune valsuganotto, con un abile collage aveva ricreato due biglietti del "Nuovo Maxi Milionario" vincenti. Scoperto, dovrà pagare allo Stato 6.300 euro 

Pubblicato il - 12 marzo 2018 - 17:25

TRENTO. Aveva ricreato, con un abile bricolage, due biglietti "gratta e vinci" "Nuovo Maxi Milionario" vincenti. Peccato che si trattava del risultato di un collage di biglietti, perdenti, finiti nei cestini delle tabaccherie di Pergine e che al momento di riscuotere il "suo" milione di euro il concessionario nazionale ha risposto "picche" segnalando la cosa alla procura. Siamo a Pergine Valsugana dove la sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Trento ha sventato una truffa da un milione di euro perpetrata da Z.D., cittadino serbo di 71 anni residente a Pergine.

 

 

L'uomo, come detto, si era inventato un ingegnoso espediente per cercare di frodare le lotterie nazionali: recuperando dai cestini della spazzatura, che si trovano nei pressi delle tabaccherie di Pergine, svariati tagliandi “gratta e vinci” del tipo “Nuovo Maxi Milionario” non vincenti, era riuscito, ritagliandoli e incollandoli con perizia e accuratezza, a realizzarne due, ricreando in ognuno combinazioni vincenti da 500.000 euro.  

 

L'uomo, portato a termine il suo lavoretto, sicuro che i relativi codici di controllo, essendo stati ricavati da tagliandi originali, sembrassero autentici, si è presentato presso uno sportello bancario autorizzato di Pergine, chiedendo di poter riscuotere il milione di euro. A fronte dei dubbi dello sportellista, insospettitosi dalla presenza sui biglietti di alcune abrasioni, Z.D. si è giustificato sostenendo di averli strappati per sbaglio e di essersi accorto solo in un secondo momento della vincita; i tagliandi sono stati quindi inoltrati al concessionario nazionale per un secondo esame e per il necessario “via libera” finale al pagamento. 

 

"Via libera" che, però, ovviamente non è arrivato. Le condizioni in cui erano stati presentati i biglietti non hanno lasciato dubbi alla società concessionaria delle lotterie nazionali: a Z.D. è stato negato il pagamento e contestualmente è stata inoltrata una segnalazione alla Procura di Trento. Nei suoi confronti è stato, quindi, emesso un decreto penale di condanna per tentata truffa aggravata a fronte del quale dovrà versare alle casse dello Stato 6.300 euro di pena pecuniaria. 

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