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Due morti di legionella ad Andalo. L'Azienda Sanitaria: ''Nessun allarmismo. Già avviati i controlli per poi adottare le misure di prevenzione''

La legionella è presente in molti ambienti ed è impensabile eliminarla completamente. I problemi sorgono quando aumentano le concentrazioni a causa di alcune particolari condizioni. Già avviati i contatti tra l'Azienda sanitaria e il Comune di Andalo per organizzare degli incontri ad hoc con albergatori e titolari di case vacanze sui comportamenti corretti da tenere per evitare problemi e la proliferazione del batterio

Di G.Fin - 31 agosto 2018 - 12:33

TRENTO. Accanto alla morte per legionella di un turista di 84 anni che si trovava in una struttura ricettiva ad Andalo, l'Azienda sanitaria ha confermato un altro caso, avvenuto attorno a Ferragosto, sempre nella stessa zona, di una donna di 82 anni deceduta dopo aver contratto il batterio.

 

Due morti, quindi, avvenute nella stessa zona ma in strutture diverse alle quali si aggiungono altre 8 – 9 persone che hanno contratto questa estate la legionella con un esito positivo di guarigione.

 

La procura di Trento, a seguito dei due decessi, ha aperto un fascicolo per chiarire la situazione, senza alcun indagato o ipotesi di reato. Dall'altro lato l'azienda sanitaria sta procedendo con una serie di controlli su campioni d'acqua in Paganella. “Non c'è alcun allarme per la popolazione mentre per i casi specifici sono stati avviati i controlli e le verifiche del caso” hanno spiegato dal Servizio igiene pubblica dell'Azienda sanitaria.

 

Secondo i dati forniti, le persone che nel 2017 hanno contratto la legionella sono stati 49 mentre nel 2018, da gennaio ad oggi, sono 46.

 

Occorre chiarire che per quanto riguarda la legionella i fattori predisponenti la malattia sono l’età avanzata, la presenza di malattie croniche, l’immunodeficienza. Il rischio di acquisizione della malattia è quindi legato alle difese immunitarie abbassate della persona e legate ovviamente al suo stato di salute.

 

La legionella è presente negli ambienti come acque sorgive o termali, fiumi, laghi, fanghi. Da questi ambienti possono raggiungere quelli artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, serbatoi, tubature, fontane e piscine. A diffondere l’infezione anche l’aerosol, ovvero quelle minuscole goccioline che possono contenere il batterio ed essere inalate spargendo la contaminazione per chilometri, complice l’umidità dell’aria.

 

“Ci sono delle procedure che derivano da disposizioni di carattere nazionale – spiegano dal Servizio igiene pubblica dell'Apss - che vengono seguite ogni qualvolta c'è una segnalazione di legionella. Operiamo andando a indagare facendo dei prelievi su diversi circuiti dell'acqua degli impianti idrosanitari per verificare la presenza di legionella. Questo per poi poter attuare delle misure di prevenzione ed evitare ulteriori casi”.

 

Nel caso specifico di Andalo, proprio perchè questa estate si è verificata una concentrazione di casi sia dal punto vista temporale che spaziale, si è avviato un contatto tra l'Azienda sanitaria e l'amministrazione comunale per organizzare in tempi brevi un incontro rivolto prevalentemente ad albergatori e a titolari di case vacanze per informare sulle misure di prevenzione e i comportamenti da tenere.

 

La legionella è presente in molti ambienti ed è impensabile eliminarla completamente. Le sue concentrazioni, però, non sono quasi mai preoccupanti. I problemi sorgono quando aumentano le concentrazioni a causa di alcune particolari condizioni.

 

“Non si deve fare allarmismo – spiegano dall'Azienda sanitaria – non è una malattia che porta contagio da persona a persona . Una persona che sta bene è quasi impossibile che si ammali di legionella. Se invece una persona ha già dei problemi e delle difese immunitarie basse allora di possono concretizzare dei pericoli”.

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