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''Il bosco stava invadendo la strada, avevo paura di finire nell'Adige''. Francesca Aprone: ''Ai vigili del fuoco grazie dal profondo del cuore''

Presa in pieno dalla tromba d'aria sulla strada tra Ala e Avio, con la carreggiata bloccata dalle piante cadute. "Minuti di angoscia ma i pompieri sono arrivati immediatamente. Quello che è successo a me è successo ad altre centinaia di persone in queste ore: grazie davvero ai vigili del fuoco"

Pubblicato il - 01 novembre 2018 - 13:08

ALA. La sua terribile avventura la racconta per poter aggiungere "un grazie immenso" ai vigili del fuoco che hanno soccorso lei e tutte le persone che durante le ore più tragiche del maltempo sono riusciti a trarre in salvo tantissime persone. "Io non ho dormito per tutta la notte - spiega Francesca Aprone - so benissimo che quello che è successo a me è successo a centinaia di persone e so che tutti vorrebbero dire grazie ai tanti volontari che in pochi minuti sono arrivati in nostro aiuto".

 

"Ero in macchina e stavo viaggiando da Ala verso Avio e ad un certo punto ho visto il bosco muoversi, scendere sulla strada, schiacciare le macchine verso l'Adige. Credevo che non sarei mai uscita da questa situazione". Francesca racconta che in quei terribili istanti ha pensato di non farcela: "Ho chiamato a casa, dove c'era mio figlio, per dire che non sapevo se sarei riuscita a liberarmi". 

 

Era lunedì sera, poco dopo le sei, sulla provinciale fra l'abitato di Pilcante e l'entrata del casello autostradale Ala-Avio."Stavo transitando in direzione sud, per andare a prendere il mio bambino, quando il temporale si è trasformato nella violenta tromba d'aria che ha colpito la zona. Stavo affrontando il ponte poco dopo la centrale idroelettrica quando un muro d'acqua e vento mi impediva di vedere persino la vettura che avevo a pochi metri".

 

"Di lì a poco sulla destra il bosco ha cominciato a venire giù, sulla strada. Ho pensato mi travolgesse e mi portasse nell'Adige. Un fulmine a pochi metri da me ha illuminato di scintille la strada, io mi sono buttata contromano per evitare gli alberi più piccoli che cominciavano a crollare sulla strada quando la vettura davanti a me si è fermata improvvisamente, bloccata da un albero molto più grande che impediva definitivamente di proseguire. Nel panico ho cercato di invertire la marcia ma a in direzione opposta la situazione era la stessa".

 

Intrappolata, senza poter uscire, con il bosco che si piegava sulla strada con gli alberi che cadevano. "Un altro albero impediva il transito, eravamo di fatto bloccati sotto il bosco che pensavo da un momento all'altro ci travolgesse. Ho capito dopo che si trattava degli alberi che si spezzavano e cadevano - racconta Francesca Aprone - perché all'inizio credevo fosse l'intero bosco a scivolare a valle, con la paura di essere trascinata con lui".

Minuti che si sono dilatati, senza nemmeno più la cognizione del tempo. "Non so dire quanto sia durato il frastuono, la visibilità azzerata, i bagliori che illuminavano il disastro. So che ho visto arrivare immediatamente i vigili del fuoco che non smetterò mai di ringraziare. L'albero più grande era impossibile da spostare, è stato tranciato per liberare almeno una corsia. Ma tutta la strada - ricorda Francesca - era diventata bosco, con le sterpaglie e gli arbusti su cui alla fine siamo transitati". 

 

"I vigili sono stati veramente tempestivi, e in condizioni meteo ancora proibitive sono riusciti parzialmente a liberare la strada. È stato un momento terribile ma illuminante insieme. Nel guardare la loro solerzia, preparazione, coraggio, altruismo, ho capito una volta di più quanto questi 'angeli' stiano di fatto in queste ore salvando il Trentino, persone e cose". Chiusa in macchina spaventata, non ha nemmeno capito a quale corpo appartenessero, se a quello di Ala o di Avio. 

 

"Credo che da sud siano arrivati i volontari di Avio, mentre da nord dove la situazione era uguale siano intervenuti quelli di Ala". Poco importa, perché Francesca Aprone si rivolge a tutti, a tutti quelli che in queste ore hanno aiutato il Trentino a non sprofondare nell'acqua e nel fango: "Dal profondo del cuore, grazie".

 

 

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