Incontra i carabinieri e li sperona con un'auto rubata. Fermato con della cocaina (e senza patente) li minaccia di morte
E' successo questa mattina invia del Commercio a Trento. L'uomo ha tentato la fuga prima in auto e poi a piedi ma è stato bloccato

TRENTO. Ha visto l'auto dei carabinieri e allora ha accelerato e ha speronato il mezzo dell'Arma tentando la fuga. I militari, però si sono subito ripresi e lo hanno raggiunto finendo per arrestarlo dopo un'ultimo tentativo di fuga a piedi. I fatti si sono svolti questa mattina in via del Commercio a Trento.
I carabinieri stavano percorrendo la strada quando in direzione opposta è arrivata un'altra autovettura che, alla vista dei militari, è partita a tutto gas. Un'accelerata incontrollata che ha spinto la macchina anche contro il mezzo dei carabinieri.
Questi, però, si sono ripresi subito e si sono messi all'inseguimento dell'uomo. Lo hanno raggiunto in pochi minuti e vistosi alle strette ha mollato la macchina provando a scappare di corsa. Nelle concitate fasi dell’inseguimento a piedi l'uomo ha cercato di disfarsi di un involucro contenente circa 9 grammi di cocaina.
Raggiunto è stato bloccato ma non ha mollato, ha continuato ad opporre ferma resistenza alle operazioni dei militari minacciandoli di morte verbalmente e mediante dei pezzi di vetro trovati per terra. I militari, però, non si sono fatti intimorire e hanno proceduto al fermo e all'identificazione. Si trattava del 39enne tunisino K.M., già noto all’Arma.
A quel punto i militari hanno ricostruito i fatti antecedenti all'inseguimento: la macchina era rubata e il furto era avvenuto poco prima nelle vicinanze a Trento Nord; l'uomo non aveva la patente ma con sé aveva una discreta somma in contanti ritenuta essere provento di pregresso spaccio.
Nonostante tutti questi elementi K.M., colto in flagranza di reato, ha continuato durante tutte le fasi dell’arresto a minacciare i militari dell’Arma. Il reo, al termine delle formalità di rito e dell’udienza di convalida, è stato portato a Spini di Gardolo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato commesso.














