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La città di Trento si classifica al secondo posto per le scuole migliori d'Italia: sicure e innovative

Il capoluogo finisce sul podio del dossier "Ecosistema Scuola" di Legambiente. Il Trentino Alto Adige si conferma una regione roccaforte sul fronte dell'edilizia scolastica

Pubblicato il - 18 ottobre 2018 - 16:58

TRENTO. Investimenti costanti e innovazione, questi i due fattori principali che hanno permesso agli edifici scolasti di Trento di finire nuovamente sul podio di Ecosistema Scuola. Si tratta del dossier con cui Legambiente monitora ogni anno le aule in cui gli studenti italiani passano una parte consistente delle proprie giornate.

 

Trento si piazza al secondo posto nella classifica delle città, subito dopo la vicina Bolzano, vedendo così riconosciuta la particolare attenzione all'edilizia scolastica che ha caratterizzato le scelte dell'Amministrazione comunale in questi ultimi anni.

 

La presentazione del dossier è stata fatta a Napoli nel corso di Forum Scuola, l'indagine sottolinea come Trento, insieme a Bolzano, sia particolarmente virtuosa in termini di sicurezza: “Tutti gli istituti – scrive Legambiente - presentano le certificazioni di agibilità, collaudo statico, prevenzione incendi, agibilità igienico sanitaria e hanno effettuato i monitoraggi per radon e amianto”.

 

Trento e Bolzano si piazzano bene anche dal punto di vista dell'innovazione, con il 6% di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che non raggiunge l’1%. Tutto ciò, scrive ancora Legambiente, è “frutto di una chiara scelta di governance confermata anche dalla spesa per la manutenzione straordinaria degli ultimi cinque anni, pari a circa 175mila euro per edificio, cioè circa dieci volte la media nazionale. Un mix di programmazione, di investimenti costanti e di innovazione che è mancato soprattutto alle regioni del sud Italia e delle isole, le cui città capoluogo sono tutte dopo la trentesima posizione in graduatoria ad eccezione di Cosenza (17° posto), con Reggio Calabria, Palermo, Latina (l’unica del centro Italia in questa posizione di coda), Foggia e Messina che chiudono la classifica”.

 

Il Trentino Alto Adige si conferma una regione roccaforte sul fronte dell'edilizia scolastica, dove Bolzano (1º) e Trento (2º) si piazzano ai vertici della graduatoria dell'indagine. Le scuole sono giovani e sostenibili, infatti il 58,8% risulta edificato post 1974 e ben il 12,1% dopo il 2000 (a fronte del 5,2% della media nazionale) con un 6% costruite secondo i criteri della bioedilizia e il 6,6% con criteri antisismici.

 

Sebbene il Trentino Alto Adige non sia una regione a rischio sismico, tutte le scuole sono state sottoposte a verifiche di vulnerabilità sismica, solo una percentuale bassissima, lo 0,9% è stato sottoposto a indagini diagnostiche dei solai.

 

Ben il 69,2% degli edifici ha goduto di interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni, ben il 24,8% sono scuole nuove o che hanno ricevuto interventi di adeguamento sismico o di efficientamento energetico, del 4,4% la media nazionale. Lo 0,9% ha necessità di manutenzione urgente a fronte del 46,8% del dato medio. Investimenti rilevanti da parte delle due amministrazioni hanno riguardato la manutenzione sia ordinaria che straordinaria: ai 55.721 euro stanziati mediamente per edificio per la manutenzione straordinaria (considerando che sono 24.932 euro quelli stanziati di media a livello nazionale) ne sono corrisposti 47.154 euro spesi mediamente per edificio, quando di media a livello nazionale sono stati 14.005 euro. La conferma del forte investimento che fanno i due Comuni sul tema dell'edilizia scolastica arriva dallo stanziamento complessivo per la manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni: 90.663 euro di media per scuola, il quadruplo rispetto a quanto viene stanziato di media a livello nazionale (23.946 euro), ma i comuni di Trento e Bolzano ne impiegano quasi il doppio, 175.619 euro, una cifra altissima considerando che mediamente per questo tipo di intervento si spendono a livello nazionale 17.780 euro. Situazione ottimale anche per quel che riguarda le certificazioni; le scuole trentine le possiedono tutte.

 

Bolzano e Trento investono in progetti educativi, hanno dotato il 44,3% degli edifici di biblioteche, il 12,8% usufruiscono del pedibus (la media nazionale è del 5,3%), inoltre il 93,2% degli edifici scolastici ha attraversamenti pedonali, il 6,8% semafori pedonali e il 15,4% transenne parapedonali. Raccolta differenziata di tutti i materiali nelle scuole. In tutte le mense vengono serviti pasti bio, privilegiati i prodotti a km 0 e di origine controllata. Non si utilizzano stoviglie monouso e i Comuni promuovono bandi di appalto che garantiscano la somministrazione di prodotti stagionali e criteri ecologici nelle procedure di acquisto (GPP). Inoltre va segnalato che nelle scuole di Bolzano il cibo non utilizzato nelle mense si recupera per le organizzazioni no profit. Tutte le scuole hanno il neon e il 61,5% degli edifici fonti di illuminazione a basso consumo (più del doppio rispetto alla media nazionale pari al 25,9%). Il 26,8% utilizza fonti rinnovabili sia solare termico (46,7%) che fotovoltaico (66,7%). Il 22,2% degli edifici ha una rete completamente cablata. Va segnalato che il 13,4% degli edifici scolastici viene catalogato in classe energetica B e C rispetto al 4,3% del dato nazionale.

 

Le amministrazioni hanno svolto sia monitoraggi per verificare la presenza di amianto che di radon. Dal punto di vista del rischio ambientale ci sono edifici che si trovano tra 1 e 5 km da un aeroporto (52,1% a fronte del 10,4% della media nazionale), a meno di 1 km da un'autostrada (61,5%, la media nazionale 10,2%) e a meno di 60 m da un distributore di benzina”.

 

Per quanto riguarda la classifica generale, nella top ten di Ecosistema Scuola 2018 troviamo tutti Comuni del nord, con la sola eccezione di Prato (7º): dopo Bolzano (1º) e Trento (2º) abbiamo Bergamo (3º) e ben 4 capoluoghi dell’Emilia Romagna: Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Rimini (10º). Gli altri Comuni presenti sono Pordenone (8º) e Verbania (9º). In coda, come già detto, le città del Sud e delle isole: ultima in graduatoria Messina, preceduta da Foggia (82º), Palermo (80º), Reggio Calabria (79º), Siracusa (78º), Potenza (77º), Sassari (75º) e Crotone (74º). Sempre in fondo, una città del centro, Latina (81º) e una del nord, Trieste (76º). E’ Firenze (18º), tra le grandi città a posizionarsi nella parte più alta della classifica, quindi Torino (20º), Milano (27º) e Napoli (32º), seguono a distanza Venezia (52º), Catania (53º), Bari (62º), Genova (69º), mentre nella parte più bassa troviamo Reggio Calabria, Palermo e Messina. Roma invia dati incompleti e pertanto non entra in graduatoria. L'intero rapporto è disponibile sul sito di Legambiente.

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