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''L'acqua di Trento non sempre è buona''. Per la Lega fa venire la psoriasi. Gilmozzi: ''Chi ha fatto queste affermazioni le dimostri o ne risponda''

Martedì in consiglio comunale la consigliera Antonia Romano ha proposto una mozione per promuovere l'uso dell'acqua dell'acquedotto pubblico nelle attività istituzionali e nelle manifestazioni. Scontro tra il consigliere leghista Gianni Festini Brosa e l'assessore Italo Gilmozzi

Di Giuseppe Fin - 15 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. L'acqua di Trento? “In alcuni momenti della giornata non è buona” ad esserne convinto è il consigliere della Lega Gianni Festini Brosa, presidente della commissione Ambiente in Comune a Trento che martedì sera, durante il consiglio, ha espresso la propria posizione facendo sgranare gli occhi all'intera amministrazione e non solo.

 

Il tutto è partito da una mozione presentata dalla consigliera de l'Altra Trento a sinistra Antonia Romano nella quale si chiedeva l'impegno del sindaco e della giunta di adoperarsi nelle sedute degli organi istituzioni affinché invece dell'acqua minerale in bottiglia venga utilizzata quella potabile dell'acquedotto, quella che tutti chiamiamo “l'acqua del sindaco”. Stessa cosa anche nelle manifestazioni con la proposta poi di pensare a distributori di acqua pubblica sul territorio come avviene in altri comuni.

 

Se da un lato l'ipotesi è stata valutata positivamente della giunta con l'intervento della presidente del consiglio comunale Lucia Coppola e quella dell'assessore Italo Gilmozzi che si è detto disponibile a ragione sull'istallazione delle cosiddette “casette dell'acqua”, ben diverso, come già detto, è stato l'intervento del consigliere Brosa.

 

“Se l'acqua dell'acquedotto di Trento – ha spiegato il presidente della commissione ambiente - fosse uguale all'acqua in bottiglia, io farei subito cambio. In certi momenti della giornata l'acqua di Trento potrà essere vista come la migliore ma ci sono altri momenti in cui, e lo garantisco io che vivo alla Vela, non è così”.

 

Addirittura, spiega nel corso del consiglio comunale il consigliere leghista, “a casa ho dovuto installare un depuratore dell'acqua e questo ha fatto sì che la psoriasi di mio figlio passasse”. (Qui il video della seduta, 2:37:23 il suo intervento). Poi, precisa il consigliere che cerca di smorzare le polemiche, "dipende dalla persona e dalla sensibilità ad alcuni componenti organolettici".

 

“Parlando dal punto di vista economico, se per usare l'acqua del rubinetto uno deve mettere un depuratore – continua - conviene prendere l'acqua in bottiglia. Io ho fatto la prova a casa mia e conviene così”.

 

Dichiarazioni in contrasto con quanto detto fino ad oggi ai cittadini e ben lontane dalle campagne di sensibilizzazioni portate avanti per favorire l'uso dell'acqua comune.

 

Ad occuparsi degli acquedotti a Trento è la Novareti, la società del Gruppo Dolomiti Energia. “I dati dell'acqua di Trento sono pubblici e vengono verificati su tutto il territorio periodicamente” – spiegano dalla società. “Ci sono valori che vengono stabiliti dalla legge e che ne regolano le caratteristiche. L'acqua di Trento corrisponde a tutti i parametri e non bisogna fare alcun allarmismo”.

 

Quello per il quale bisogna invece fare attenzione, spiegano sempre dalla società, è l'ultimo tratto delle tubature. “La rete di acqua pubblica arriva fino alla porta di casa ma poi dipende dalla condizione delle tubature che sono all'interno dell'edificio privato”.

 

Per conoscere tutti i valori dell'acqua che esce nel rubinetto di casa il Gruppo Dolomiti Energia ha predisposto una cartina ad hoc attraverso la quale il cittadino può conoscere con esattezza i valori dell'acqua nella propria zona. 
(QUI IL SITO CON LA CARTINA)

 

 

A rispondere a stretto giro al consigliere Gianni Festini Brosa è stato l'assessore Italo Gilmozzi. "Se lei consigliere Brosa non è favorevole perché non crede che ne deriverebbe un risparmio ambientale oppure perché prevede più costi per il comune, allora è libero di pensarlo ma non è accettabile che lei dica che l'acqua del comune è insalubre. Ha fatto capire che qualcuno si è ammalato per l'acqua. Per dire queste cose deve portare un certificato medico o delle prove perchè ci sono dei cittadini che ci ascoltano e serve rispetto per l'istituzione. Non si può sparare quello che si vuole senza portare alcun dato che lo dimostri". 

 

A seguito dell'intervento del consigliere leghista, Antonia Romano de l'Altra Trento ha chiesto le sue dimissioni. “La discussione in aula consiliare – ha spiegato - è stata caratterizzata da un intervento a mio avviso particolarmente grave del presidente della commissione ambiente. Diffonde false informazioni e inutili timori nella popolazione,danneggiando anche l'immagine pubblica della città, e perché non sono supportate da dati, ma smentite dai dati sulla qualità dell'acqua dell'acquedotto della città ufficiali e consultabili sul sito puntualmente aggiornato di Dolomiti Energia. Ritengo tale posizione di Festini Brosa incompatibile con la funzione di presidente della commissione ambiente e porterò la questione alla prossima seduta della stessa commissione”.

 

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