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Le 24 ore che hanno sconvolto Fornace e Pinè. Il vento a 130 all'ora e i vigili del fuoco impegnati per mettere in sicurezza la popolazione

I due paesi colpiti da potenti raffiche. "Più della pioggia, i danni li ha fatti il vento". Tetti scoperchiati, alberi schiantati sulle strade. "Abbiamo lavorato due giorni, con soltanto un paio d'ore di sonno"

Pubblicato il - 01 novembre 2018 - 10:11

FORNACE. "Un disastro - afferma un volontario dei vigili del fuoco - siamo usciti alle 18 di lunedì e siamo rientrati alle 19.30 di ieri martedì". Gli interventi nemmeno si contano, l'emergenza era ovunque. "Abbiamo dovuto evacuare una frazione - racconta il volontario - quella di Pian del Gacc". E contemporaneamente organizzare l'accoglienza: "Il centro di accoglienza lo abbiamo allestito in caserma".

 

Ventiquattrore ininterrotte di lavoro, con tutte le forze in campo, tutti i mezzi impiegati sul territorio. Più della pioggia, l'elemento che maggiorente ha fiaccato la zona è stato il vento. "Abbiamo avuto smottamenti ma anche lo scoperchiamento del un tetto di un’abitazione, poi caduta di lamiere da vari tetti e tettoie, alcuni interventi per caduta tegole".

 

L'azione dei Vigili del fuoco è avvenuta in un ambiente difficile, con raffiche di vento che soffiavano a 130 chilometri all'ora, con la pioggia battente e il pericolo della caduta degli alberi che si schiantavano sulle strade percorse dai mezzi di soccorso. 

 

E il black-out. "La corrente è saltata il lunedì alle 18 ed è ritornata martedì alle 10". Quattordici ore al buio, con gli abitanti delle frazioni spaventati. "Pian del Gacc è tuttora senza elettricità- spiega il volontario - e in questa frazione si sono concentrati molti degli interventi per la caduta di piante, piombate su numerose abitazioni. Sei piante hanno colpito il tetto della mensa utilizzata dai lavoratori delle cave di porfido".

Ora dopo ora, la situazione si è fatta sempre più critica. "Siamo interventi sulla Strada provinciale 71. Erano cadute numerose piante e considerata la pericolosità per il transito dei veicoli abbiamo deciso di chiuderla. E ancora oggi risulta chiusa al transito in entrambe le direzioni". 

 

Durante le ore critiche dell'emergenze tutti gli uomini sono stati impegnati. "Venticinque vigli, tutti i mezzi", sottolinea il volontario. Finita l'emergenza, si torna al lavoro perché adesso c'è la messa in sicurezza, ci sono gli interventi minori, il ripristino delle strade, i sopralluoghi da fare. Non è finita, il lavoro dei volontari prosegue anche oggi, proseguirà anche domani e fino a che Fornace avrà riconquistato la normalità

 

Il disastro a Fornace tra evacuazioni, frane e allagamenti

Un vero disastro anche a Pinè. Al lavoro, fin dal primo pomeriggio di lunedì, c'erano 35-40 uomini. "Tutti in pratica - spiega uno dei pompieri impegnato nei soccorsi - e abbiamo lavorato fino a notte. Abbiamo dormito un paio d'ore e poi di nuovo in campo fino alla tarda notte del giorno successivo".

 

"Più che la pioggia, i danni li ha fatti il vento". Più che gli allagamenti e gli smottamenti, i tetti scoperchiati, gli alberi caduti ovunque, il pericolo che colpissero le abitazioni, che piombassero sulle auto in transito. "Abbiamo chiuso le strade". Oggi, 1 novembre, i sopralluoghi, le valutazioni, le aperture dei transiti delle strade ripristinate. 

 

"Io ho 30 anni - spiega il volontario - e non ho mai visto una cosa del genere. Ma a questi livelli non l'hanno vista nemmeno i più vecchi di noi, nemmeno loro hanno mai assistito a una potenza così". Il lavoro, anche per i vigli del fuoco di Pinè non è finito, anche per loro cesserà soltanto quando tutto l'altipiano sarà tornato alla normalità. 

 

 

 

 

 

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