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Marco Osti accusato di omicidio stradale: gli era stata già tolta la patente per guida in stato di ebbrezza

Osti con la propria auto ha tamponato lo scooter su cui viaggiava Corrado Ferraro, uccidendolo. Oggi la convalida dell'arresto. Su di lui pesa anche il ritiro della patente avvenuto una decina di anni fa per guida in stato di ebbrezza 

Pubblicato il - 31 luglio 2018 - 12:28

ALA. E' Marco Osti, 35 anni residente ad Ala, l'uomo finito nel carcere di Montorio a Verona, accusato di omicidio stradale dopo la morte di Corrado Ferraro, dirigente della Fondazione Arena.

 

Osti, nella notte tra domenica e lunedì, si trovava a bordo della sua Citroen C4, quando la vettura ha tamponato lo scooter trascinandolo, secondo i primi rilievi, poi diversi metri. Ferraro, secondo i primi rilievi, è stato sbalzato violentemente a terra a diversi metri di distanza.

 

Sia l'auto che la moto hanno poi preso fuoco e Marco Osti è riuscito appena in tempo ad abbandonare il veicolo prima che le fiamme lo avvolgessero. Nulla da fare invece per Ferraro.

 

Oggi ci sarà l'udienza di convalida dell'arresto e la sua accusa, come già detto è quella di omicidio stradale aggravato.

 

Secondo alcune informazioni, su di lui pesa anche l'assenza di segni di frenata sull’asfalto sul luogo dell’incidente e il fatto che può essere considerato recidivo. Questo aggrava ulteriormente la sua posizione. In passato, infatti, gli era stata ritirata la patente per guida in stato di ebrezza. Ieri notte, dopo il tragico incidete è stato sottoposto all'etilometro e gli è stato riscontrato un tasso di alcol nel sangue compreso tra l'1,42 e l'1,47.

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