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Ore 19 del 19 novembre del 2000, trecento camion di fango invadono Romagnano: ''Non dimentichiamo la solidarietà di quei giorni''

La chiamata di alcuni cittadini: si sente rumore di acqua dalla montagna e l'elettricità è saltata. All'improvviso fango e detriti avevano invaso vie e abitazioni, garage e scantinati, per travolgere qualunque cosa si trovasse in strada. In piazza il fronte era di 80 centimetri di materiale

Di Luca Andreazza - 19 novembre 2018 - 13:47

ROMAGNANO. Un forte boato e la segnalazione, un rumore di acqua che scende dalla montagna e l'elettricità saltata. I vigili del fuoco di Romagnano si portano sul posto per un sopralluogo e ancora non possono immaginare quanto si trovano davanti. 

 

Sono circa le 19 di domenica 19 novembre del 2000, i primi soccorsi coordinati dal comandante dell'epoca, Emilio Chesani, lanciano l'allarme: una frana aveva completamente invaso il paese: circa 4 mila metri cubi di terreno si erano staccati per scendere, superare la chiesa, e riversarsi nel centro abitato, quasi 300 camion di fango e detriti a bloccare le vie di Romagnano. Un anniversario che i pompieri ricordano su Facebook.

 

"Ore davvero difficili - ricorda Matteo Merz, comandante dei vigili del fuoco di Romagnano - ma ricordo il grande spirito di solidarietà che da sempre pervade il Trentino, come nel caso dell'alluvione dei giorni scorsi. Le unità ad arrivare per prime sono state quelle dei corpi limitrofi, ma tantissimi i volontari che si sono proposti di aiutare un'intera comunità: nel giro di un quarto d'ora c'erano cento persone a spendersi per l'emergenza, poi sono diventate oltre 300 a rimboccarsi le maniche".

 

Fango e detriti avevano invaso vie e abitazioni, garage e scantinati, per travolgere qualunque cosa si trovasse in strada. Tutto spazzato via, una furia contenuta da chiesta e oratorio che avevano riparato in parte Romagnano, anche se nella piazza il fronte misura ben 80 centimetri

 

"Quasi cinquecento abitanti furono evacuati, famiglie che erano in casa per la cena - prosegue il comandante - ma nonostante questo non si sono registrati vittime e feriti, veramente un miracolo". Nonostante la forte pioggia di quei giorni, circa 600 millimetri nel solo mese di ottobre di quell'anno, la montagna, il "Prà dell'acqua", non aveva dato segnali di cedimento. Nessun avviso, la frana si era staccata improvvisamente

 

Non solo a Romagnano, anche a Vermiglio e Roverè della Luna sono ore critiche. "Nessuna recriminazione - aggiunge il vigile del fuoco - ma solo tanta voglia di ripartire. Un grande spirito di aggregazione della macchina dei soccorsi. Voglia di darsi da fare e aiutarsi. Le criticità erano tante in Trentino per il maltempo, ma tantissimi volontari avevano lasciato tutto per aiutare quelle località in difficoltà. Tutti ottimamente coordinati dalla Protezione civile: ricordo che in pochissimo tempo anche il servizio Bacini montani e geologico erano già sul posto". 

 

Un impegno senza tregua, tanto che in meno di una settimana il paese era ritornato alla normalità. "Quell'evento straordinario - conclude Merz - ha portato anche all'ufficializzazione degli allievi dei vigili del fuoco di Romagnano. La squadra era già costituita, ma ha subito un accelerazione dopo la frana. La solidarietà e la voglia di fare è sempre contagiosa".

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