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''Parlano tutti di food, di cibo a tutto spiano, ma nessuno valorizza il lavoro degli agricoltori'', il presidente di Confagricoltura a Trento

Massimiliano Giansanti beve Trento Doc e incontra la nuova assessora Zanotelli. E sul maltempo: "Le Dolomiti sono state devastate. Il nostro impegno sarà preciso e pressante"

Massimiliano Giansanti con l'assessora all'Agricoltura Giulia Zanotelli
Di Nereo Pederzolli - 15 novembre 2018 - 19:34

TRENTO. Ha brindato con un calice di Trento DOC, un Ferrari Perlè Nero 2010, assieme a tutto lo staff di Confagricoltura del Trentino, in una pausa della sua visita al comparto agricolo locale. Incontri, osservazioni, scambio di punti di vista con alcuni imprenditori del settore primario, primo incontro pure con la neo assessora provinciale del settore, la giovanissima Giulia Zanotelli. Uno scambio formale, in attesa dei primi provvedimenti della giunta Fugatti.

 

Massimiliano Giansanti, leader indiscusso di Confagricoltura, ha subito manifestato entusiasmo per quanto ha potuto osservare, visitando alcune realtà simbolo del valore più eclatante della produzione agroalimentare locale.

 

"Preferisco l’incontro diretto con gli agricoltori. Ascoltarli, conoscere le richieste specifiche delle imprese, per rafforzare Confagricoltura nel confronto con le istituzioni. Per dare risposte alle attese, alle necessità del mondo imprenditoriale". Il presidente Giansanti ha ribadito – nel breve incontro con la stampa – l’urgenza che si torni a parlare veramente di agricoltura, progettando strategie, per guardare con una giusta prospettiva il futuro.

 

"Parlano tutti di food, di cibo a tutto spiano, tranne valorizzare il lavoro degli agricoltori. Noi stessi dobbiamo parlare e far parlare di noi molto di più. Abbiamo di fondo una necessità: puntare ad una strategia di crescita, di rafforzamento. Perché l’agroalimentare è il comparto leader nell’economia nazionale. Dobbiamo avere un progetto di crescita stabile e duraturo".  Una visione che – sempre per Massimiliano Giansanti – deve coinvolgere sempre più la tutela ambientale, per dare un valore aggiunto, creare occupazione e dare reddito.

 

Superare la burocrazia che incombe sulle aziende. Una certa ‘semplificazione’ che complica l’ter delle imprese. "Bisogna fare leggi semplici. Ne abbiamo troppe, un carico che crea problemi. Burocrazia che ci obbliga a passare un giorno su tre solo sulle carte, distraendo forza alle colture".

 

Gli imprenditori trentini, presenti e coinvolti nella visita tra le cataste di bottiglie di spumante classico (oltre 20 milioni di bottiglie custodite nel ‘caveau’ dei Lunelli) hanno detto che hanno meno bisogno d’aiuti, ma urge una precisa strategia di crescita. E ancora. Combattere il falso Made in Italy, con azioni di protezione, pure con specifiche coperture assicurative. Regolamentare l’uso del rame in agricoltura.

 

Un provvedimento europeo impedisce di superare i 4 chili di solfato di rame (la poltiglia bordolese, prodotto indispensabile per l’agricoltura biologica) rendendo così problematica ogni coltura che bandisce la chimica più estrema, l’uso di anticrittogamici che compromettono habitat e salubrità del prodotto agricolo.

 

"Abbiamo bisogno di andare in campagna, di essere sempre più competitivi" – ha detto ancora il Presidente Confagricoltura, supportato dal coordinatore trentino Diego Coller e dai vertici dei florovivaisti, pure dei mielicoltori oltre che del settore assicurativo e dai dirigenti dell’assessorato provinciale.

 

Realtà trentine che potrebbero essere esempio per tutto il comparto nazionale. Anche in un periodo difficile, causato principalmente dai danni ambientali dalla recente catastrofe causata dal maltempo.

 

"Le Dolomiti sono state devastate. Il nostro impegno sarà preciso e pressante. Si dovrà decider su come operare il reimpianto, ma soprattutto dobbiamo interrogarci sui cambiamenti climatici. Non possiamo far finta che nulla sia successo. Rischiamo di dover affrontare ulteriormente i danni appena causati da vento e acqua. Dobbiamo fare prevenzione, assolutamente".

 

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