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Sanbàpolis: inaugurata la Casa dello Sport del Coni. Il presidente nazionale Malagò: "Siete veramente un'eccellenza"

La struttura messa a disposizione del Coni dall'Opera Universitaria si sviluppa su due piani per un totale di 1.400 metri quadri e accoglie uffici territoriali, Scuola dello Sport e 38 comitati locali. Il Trentino come esempio virtuoso su tutto il territorio nazionale: "Dovete tenere bene le cose che avete"

Da sinistra: la presidente del comitato provinciale del Coni Paola Mora; il presidente dell'Opera Universitaria Alberto Molinari e il presidente del Coni Giovanni Malagò.
Di Cinzia Patruno - 15 gennaio 2018 - 19:32

TRENTO. Due piani per un totale di 1.400 metri quadrati pronti ad accogliere gli uffici territoriali del Coni, della Scuola dello Sport e di oltre 38 comitati locali. Insomma, il mondo dello sport trentino ha finalmente la sua casa. Una struttura unitaria dove all'interno si potranno trovare (e confrontare) federazioni, comitati, rappresentanti delle diverse discipline. La nuova Casa dello Sport di Trento, infatti, è stata inaugurata oggi, e per un momento così importante non poteva mancare il numero 1 del Coni nazionale, Giovanni Malagò che ha sottolineato quanto le infrastrutture (come quella presentata a Trento) siano determinanti per far crescere i vari movimenti sportivi.

 

La struttura va a completare il centro polifunzionale Sanbàpolis, conosciutissimo soprattutto grazie allo studentato (che ospita quasi un migliaio di studenti da oltre 40 Paesi), il teatro e la palestra di arrampicata (prima in Italia e terza in Europa, che ha registrato 40.000 ingressi solo l'anno scorso). Una Casa intesa come un luogo da vivere, un grande contenitore che è frutto della realizzazione di un progetto che ha visto tracciare le "prime linee" dieci anni fa: creare un polo sportivo in grado di aggregare le istituzioni che governano la pratica sportiva a livello provinciale

 

Un progetto che ha mosso i primi passi a fine 2008 per mano dello studio Sts Trentino Engineering, sotto la supervisione tecnica dell’ingegner Luca Masini, e che è avanzato di pari passo con la costruzione del centro polifunzionale Sanbàpolis, consegnato nelle mani dell’Opera Universitaria di Trento a giugno 2013. L’ente che in città gestisce servizi ed interventi per favorire il diritto allo studio, dopo una prima valutazione riguardo le esigenze del territorio, non ha esitato a mettere a disposizione del Coni gli spazi ricavati al secondo piano. E pensare che, inizialmente, lo spazio inutilizzato era destinato a diventare un ristorante.

 

Il protocollo d’intesa tra Provincia autonoma di Trento e Coni, firmato il 2 febbraio 2015 proprio al Sanbàpolis dal presidente Ugo Rossi e dal presidente del Coni Giovanni Malagò, ha sancito la definitiva realizzazione della nuova dimora dello sport trentino: esempio virtuoso di dialogo istituzionale e qualità urbanistica al servizio della comunità. 

 

La struttura messa a disposizione del Coni, di proprietà dell'Opera Universitaria, si sviluppa su due piani per un totale di 1.400 metri quadrati e accoglie gli uffici territoriali del Coni, della Scuola dello Sport (un punto di riferimento per tutti i soggetti del comparto sportivo, nella formazione e nell'informazione, ndr), oltre a 38 comitati locali. Realizzata in porfido trentino, la struttura del centro Sanbàpolis vuole richiamare, nelle sue forme architettoniche, la montagna, inserendosi organicamente nell'ambiente circostante: un omaggio al territorio e alla città alpina di Trento che funge da ispirazione per i tanti studenti e non che la popolano. L'utilizzo della pietra locale le ha permesso di vincere Premio Europeo di Architettura Orizzontale conferito dall’Università di Ferrara nel 2015, per la valorizzazione della pietra locale attraverso un’innovativa applicazione, e miglioramento qualitativo dell’involucro grazie al dialogo con la morfologia architettonica ed il contesto circostante.

 

Un taglio del nastro, nell'entusiasmo generale, con un notevole valore aggiunto: ha affiancato i rappresentanti delle istituzioni trentine proprio Malagò, grande estimatore del Trentino, sia dal punto di vista sportivo che per quanto riguarda i rapporti di amicizia instaurati negli ultimi anni. "Prima un giornalista - racconta il presidente Malagò - mi ha chiesto se è la prima volta che vengo a Trento. Negli ultimi cinque anni sarò venuto trenta volte. Ormai conosco tutto a memoria, perché ve lo meritate! Ogni volta che vengo, se dite una cosa poi la mantenete. Con voi è bello lavorare: siete gente seria. Per carità, anche qui ci sono i problemi, ma rispetto ad altre zone del Paese siete veramente un’eccellenza".

 

"Gianluca Rosa - continua Malagò -, atleta rappresentate del mondo paralimpico e la sciatrice Ilaria De Bertolis, taglieranno il nastro affiancati da Ousman Jaiteh, podista proveniente dal Gabon che qui in Trentino si è integrato ed ha trovato lavoro come carpentiere. Una persona capace di correre la mezza maratona in un’ora e quattordici minuti con scarpe da passeggio: è l’esempio del messaggio sociale di cui lo sport si fa portavoce".

Quello delle infrastrutture resta un tema caldo. "E' inutile tutto - spiega il presidente Malagò - se non partiamo da infrastrutture di qualità". E sembra che in Trentino ci sia buona materia prima. "Nell'ottica di una cultura d'impresa orientata allo sport, faccio fatica - continua Malagò - a pensare di cos'altro potreste avere bisogno in più di quello che già avete. Penso che dovete tenere bene le cose che avete. L'investimento sulle infrastrutture è il futuro". Un ultimo auspicio da parte del presidente nazionale, che si dice felice se l'Italia perdesse l'orientamento troppo calciocentrico (anche da tifoso e appassionato di calcio): "Penso che dovete strizzare l'occhio alle nuove discipline sportive".

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