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Sversamento di reflui nel Garda, aumentano gli agenti patogeni ma livelli sotto la soglia di legge

Sabato la fuoriuscita di liquido, con l'ordinanza immediata di divieto di balneazione. Divieto che permane fino a che non si ritorna ai valori precedenti

Pubblicato il - 17 settembre 2018 - 11:31

RIVA DEL GARDA. "Per essere chiari - spiega subito il sindaco Adalberto Mosaner - tutti i valori sono sotto il limite di legge". Lo sversamento di reflui del depuratore, avvenuto sabato pomeriggio, ha sì aumentato i livelli di coliformi nelle acque del lago, ma senza raggiungere livelli che pregiudicassero la salute pubblica.

 

I dati sono arrivati ieri, ma appena avuta la notizia dell'immissione di liquido non depurato nel fiume Sarca, che poi sfocia nel lago di Garda, i sindaci di Riva e di Nago hanno immediatamente emanato un'ordinanza che vietava la balneazione. 

 

"L'ordinanza, pur non essendo i valori oltre il limite, è stata comunque prorogata - spiega il sindaco - perché rispetto ai valori medi del lago l'aumento c'è stato eccome". Il lago di Garda è pulito, lo è sempre stato, e l'intenzione delle amministrazioni è quella di continuare su questa linea: "Prima di riaprire la balneazione vogliamo che si torni ai valori precedenti".

 

Vediamo allora questi valori. Di solito, nei prelievi mensili, i coliformi non superano i 4 Ufc/1000, mentre ieri nella zona della foce del Sarca arrivavano a 700. La foce non è mai balneabile, ma lo è ad esempio la spiaggia dei Sabbioni, dove i livelli arrivavano a 200 Ufc/1000.

 

"Aspettiamo l'esito dei prelievi fatti oggi - dice Mosaner - ma sappiamo che i livelli saranno di certo diminuiti. Con l'Ora, con il moto ondoso, con il ribaltamento dell'acqua superficiale e con l'immissione di acqua pulita nel Sarca, la situazione sarà di certo migliorata". 

 

"Sotto controllo e in via di normalizzazione, dal punto di vista batteriologico, la situazione dopo la fuoriuscita di fango biologico che si è determinata dal depuratore di Arco (Linfano) nella giornata di sabato 15 settembre", queste le rassicurazioni che arrivano dalla Provincia.

 

"Le analisi dei campioni prelevati sabato sulle sponde del lago, al punto di misura ufficiale, la spiaggia Sabbioni, hanno confermato una presenza batterica molto più alta di quella che si registra solitamente in quella zona, ma a livelli tali da poter classificare l'acqua come balneabile".

 

"Dai controlli effettuati all’impianto - scrive una nota della Provincia - non traspare nulla di anomalo se non un leggero rallentamento in un processo biologico, chiamato dai tecnici 'nitrificazione', volto a trasformare l’azoto ammoniacale presente nei reflui in azoto nitrico, ed un aumento delle portate notturne rispetto ai giorni precedenti".

 

 

"Il fenomeno che si è verificato nei giorni scorsi - spiegano i responsabili dell’Agenzia per la Depurazione, ha interessato unicamente un decantatore finale dell’impianto, il  numero 3, a seguito del rigonfiamento del letto di fango".

 

Il depuratore è dotato anche di un comparto di filtrazione finale per l'affinamento dello scarico, "ma questo dispositivo non può fare nulla a fronte di una fuoriuscita massiva di fango, fenomeno che si stima sia durato complessivamente due ore". Non si è trattato quindi di sversamento di liquami grezzi nel fiume Sarca, ma di acqua depurata contaminata da fango biologico.

 

Dall’Agenzia aggiungono che, quando si è verificata la fuoriuscita di fango biologico, "non vi era alcuna manutenzione in corso al depuratore e nessuna apparecchiatura è risultata ferma o in blocco al momento dell'intervento degli operatori del gestore dell'impianto su richiesta degli ispettori del Corpo Forestale e dei vigili del Fuoco".

 

Il fenomeno è stato prontamente controllato, escludendo idraulicamente il decantatore numero 3,  con un immediato ritorno alla normalità della qualità dello scarico. Si stanno facendo approfondimenti per capire con sicurezza cosa abbia influito negativamente sulla qualità del fango biologico.

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