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Svuotano la diga di Mollaro e le acque del Noce diventano marroni. Pescatori preoccupati: ''In pericolo la fauna ittica, una pazzia farlo ora''

Per le Agenzia provinciali che hanno dato l'autorizzazione a Dolomiti Edison Energy e che sovrintendono al controllo ambientale è tutto regolare: "Per l'ambiente non sarà indolore ma è un'operazione necessaria". I pescatori della Val di Non: "Siamo preoccupati. Si poteva fare diversamente"

Di Donatello Baldo - 13 marzo 2018 - 19:07

TRENTO. "Aver autorizzato lo svaso in questo periodo è una vera e propria pazzia, il danno è significativo, l'impatto sulla fauna ittica è rilevante, il deposito di limo è a livelli che onestamente ci preoccupano". I pescatori della Val di Non non usano mezzi termini, "l'intervento di svuotamento della diga di Mollaro andava fatto in maggio". 

 

Ma cosa sta succedendo a valle della diga che sbarra il torrente Noce? Succede che l'Agenzia provinciale per le Risorse idriche e l'Energia (APRIE) ha autorizzato la concessionaria Dolomiti Edison Energy (del Gruppo Dolomiti Energia) a effettuare lo svaso della diga per poter accedere alle paratoie e sostituirle. 

 

Un'operazione che la stessa APRIE e pure l'Agenzia provinciale per la Protezione dell'Ambiente (APPA) ammettono non essere "a costo zero". Non per l'impatto ambientale. "Che non si dica che l'energia elettrica è pulita - osservano quindi i pescatori - sarà anche rinnovabile ma pulita no di sicuro".

 

Il rilascio dell'acqua nel torrente sottostante porta inevitabilmente con sé un grosso quantitativo di limo che impatta sulla fauna ittica e sui microrganismi di cui si nutrono i pesci. "I pesci più grandi sopravvivono - spiega Bruno Cagol dell'associazione dei Pescatori dilettanti trentini - ma i nati di dicembre-gennaio vanno persi".

 

 

 

 

Cagol è comunque fiducioso, anche se un po' preoccupato: "Una stima degli eventuali danni la si farà dopo - afferma - e in queste ora lavoriamo fianco a fianco con le Agenzie provinciali e con il concessionario della diga. Certo questi interventi ogni tanto devono essere fatti, speriamo che le conseguenze non siano troppe". 

 

Ma il momento è quello opportuno? "No - dicono risoluti i pescatori, che parlano in ordine sparso, ufficialmente l'associazione pescatori della Val di Non preferisce non esporsi  - ora c'è poca acqua, è il periodo dell'anno maggiormente secco. Con poca acqua il limo è più concentrato, la diluizione è poca e di conseguenza il sedimento è notevole". 

 

E allora, perché scegliere proprio questo periodo? "Perché hanno vinto i contadini. Il periodo ideale è maggio, quando il disgelo gonfia i torrenti. Ma è il periodo delle possibili gelate e gli agricoltori vogliono poter disporre dell'acqua da utilizzare nei campi come antigelo".

 

La conferma arriva anche dalle agenzia provinciali: "Nel 2017 era infatti prevista a maggio ma poi abbiamo preferito rinviare all'anno successivo in marzo perché un consorzio agricolo voleva poter accedere all'acqua di emergenza per fronteggiare le gelate".

 

"Ecco che gli enti preposti alla tutela dell'ambiente preferiscono tutelare i contadini", commentano amaramente i pescatori. "C'è un possibile danno economico e un sicuro danno ambientale - osservano - a voi la scelta! E ovviamente cosa si sceglie?"

 

I pescatori che perlustrano il torrente cercando di recuperare le trote intrappolate nella poltiglia sono amareggiati: "Qui stiamo parlando della trota marmorata, protetta a livello europeo. Quando si parla di orso tutti che si scandalizzano - osservano - ma quando le scelte politiche impattano sugli animali più piccoli, meno visibili, si lascia correre". 

 

Loro sono convinti che una soluzione alternativa ci sarebbe. "Costerebbe di più, questo è ovvio". Ma dirigenti e funzionari provinciali non concordano: "Ci sarebbe comunque un impatto per l'ambiente - spiegano - perché se anche il limo fosse svuotato con ruspe e camion si inciderebbe sulla viabilità e lo smaltimento da qualche parte lo si dovrebbe comunque fare".

 

"Sì, è vero, il limo andrebbe comunque smaltito - ammettono i pescatori - ma l'onere toccherebbe alla concessionaria della diga che sull'energia fa utili. Il costo ambientale dovrebbe essere a carico di Dolomiti Edison Energy, non della collettività".

 

Per APRIE e APPA tutto quanto pianificato sta procedendo regolarmente. "Sullo svaso di Mollaro ci stiamo lavorando da due anni - spiegano - e l'operazione non è fatta per la rimozione dei sedimenti ma per interventi di manutenzione alle paratoie. C'è la massima attenzione e monitoriamo quotidianamente il livello di torbidità delle acque". 

 

"Ma guarda caso - sottolineano i pescatori - il controllato fa anche il controllore. Perché i coni di torbidità posizionati a valle sono controllati dalla stessa Dolomiti Edison Energy, non da personale indipendente, non dall'Agenzia provinciale preposta al controllo ambientale".

 

Cosa confermata anche da APPA: "E' vero - ammettono - le analisi le svolgono loro e alla fine sarà fatta una relazione completa su tutta l'operazione". I pescatori sono perplessi: "Diranno che è andato tutto bene, che la torbidità era nella norma, che meglio non si poteva fare".  

 

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