Vajont, evacuata la zona industriale di Longarone. In Primiero chiuso l'istituto salesiano, rischio idrogeologico
L'allerta è massima anche in Veneto. Fiumi e torrenti esondati, ponti chiusi, strade bloccate. La situazione resta tesa anche per oggi e tutte le scuole sono chiuse in Regione, una disposizione che si prolunga a Belluno, Venezia e Vicenza anche per martedì 30 ottobre
BELLUNO. Un'ordinanza urgente del Comune di Mezzano nel Primiero di ieri ha disposto la chiusura dell’Istituto salesiano Santa Croce in quanto insiste in una zona a rischio idrogeologico in località Molaren. Tutte le scuole del Trentino nel frattempo sono regolarmente aperte, diversamente da quanto previsto in Veneto.
L'allerta è massima anche in Veneto, la violenta perturbazione coinvolge tutto il Nord Est. Fiumi e torrenti esondati, ponti chiusi, strade bloccate. La situazione resta tesa anche per oggi e tutte le scuole sono chiuse in Regione, una disposizione che si prolunga a Belluno, Venezia e Vicenza anche per martedì 30 ottobre. I sorvegliati speciali: l'Adige, il Piave (straripato a Cesana), il Brenta e il Tagliamento.
"Ho invitato le aziende della nostra zona industriale di Longarone a chiudere entro le 13 visto il picco di allerta meteo prevista tra le 14 e le 20", questo il messaggio di Roberto Padrin, presidente della Provincia Belluno e sindaco di Longarone, che aggiunge: "Rimane chiusa anche la fiera Arredamont". Luxottica non riapre i battenti fino alle 14 di domani.
Il maltempo dovrebbe continuare ancora, venti a 150 km/orari e trombe d'aria, ma al momento non sono segnalate particolari criticità, se non emergenze locali nel bellunese e nel vicentino.
Le zone sotto la lente d'ingrandimento sono l'Agordino e la Val Belluna dove ieri c'è stata una pioggia piuttosto intensa fino a 200 millimetri che hanno comportato vari smottamenti, piccole frane e diffusi allagamenti da parte di torrenti secondari, le cui esondazioni hanno coinvolto abitazioni e strade.
Solo in provincia di Belluno si sono registrati circa 120 interventi dei vigili del fuoco sui 330 totali operati in tutto il Veneto. Alla luce dell'emergenza i pompieri hanno raddoppiato per oggi la presenza del personale, tanto che molti sono rientrati dal giorno di riposo, mentre la Protezione civile ha ottenuto la mobilitazione nazionale per tutti i suoi uomini.
Nella serata di ieri è iniziata ad Alverà, una quarantina di persone residenti a ridosso del torrente Bigontina sono state allontanate per precauzione e lungo il torrente sono in funzione gli escavatori per drenare il corso d'acqua ormai al limite.
Una famiglia è stata evacuata nel vicentino a causa dell'esondazione del torrente Posima, ma tutti i corsi d'acqua sono costantemente monitorati. In questo momento non sono segnalate ulteriori situazioni critiche, ma l'allerta è massima. Apprensione a Venezia per le previsione del Centro maree che indica una massima di 150 centimetri per le 14 e 115 centimetri per le 19.













