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Vajont, evacuata la zona industriale di Longarone. In Primiero chiuso l'istituto salesiano, rischio idrogeologico

L'allerta è massima anche in Veneto. Fiumi e torrenti esondati, ponti chiusi, strade bloccate. La situazione resta tesa anche per oggi e tutte le scuole sono chiuse in Regione, una disposizione che si prolunga a Belluno, Venezia e Vicenza anche per martedì 30 ottobre

Di Luca Andreazza - 29 ottobre 2018 - 11:17

BELLUNO. Un'ordinanza urgente del Comune di Mezzano nel Primiero di ieri ha disposto la chiusura dell’Istituto salesiano Santa Croce in quanto insiste in una zona a rischio idrogeologico in località Molaren. Tutte le scuole del Trentino nel frattempo sono regolarmente aperte, diversamente da quanto previsto in Veneto.

 

L'allerta è massima anche in Veneto, la violenta perturbazione coinvolge tutto il Nord Est. Fiumi e torrenti esondati, ponti chiusi, strade bloccate. La situazione resta tesa anche per oggi e tutte le scuole sono chiuse in Regione, una disposizione che si prolunga a BellunoVenezia e Vicenza anche per martedì 30 ottobre. I sorvegliati speciali: l'Adige, il Piave (straripato a Cesana), il Brenta e il Tagliamento.

 

"Ho invitato le aziende della nostra zona industriale di Longarone a chiudere entro le 13 visto il picco di allerta meteo prevista tra le 14 e le 20", questo il messaggio di Roberto Padrin, presidente della Provincia Belluno e sindaco di Longarone, che aggiunge: "Rimane chiusa anche la fiera Arredamont". Luxottica non riapre i battenti fino alle 14 di domani.

 

 

Il maltempo dovrebbe continuare ancora, venti a 150 km/orari e trombe d'aria, ma al momento non sono segnalate particolari criticità, se non emergenze locali nel bellunese e nel vicentino.

 

Le zone sotto la lente d'ingrandimento sono l'Agordino e la Val Belluna dove ieri c'è stata una pioggia piuttosto intensa fino a 200 millimetri che hanno comportato vari smottamenti, piccole frane e diffusi allagamenti da parte di torrenti secondari, le cui esondazioni hanno coinvolto abitazioni e strade.

 

Solo in provincia di Belluno si sono registrati circa 120 interventi dei vigili del fuoco sui 330 totali operati in tutto il Veneto. Alla luce dell'emergenza i pompieri hanno raddoppiato per oggi la presenza del personale, tanto che molti sono rientrati dal giorno di riposo, mentre la Protezione civile ha ottenuto la mobilitazione nazionale per tutti i suoi uomini.

 

Nella serata di ieri è iniziata ad Alverà, una quarantina di persone residenti a ridosso del torrente Bigontina sono state allontanate per precauzione e lungo il torrente sono in funzione gli escavatori per drenare il corso d'acqua ormai al limite.

 

Una famiglia è stata evacuata nel vicentino a causa dell'esondazione del torrente Posima, ma tutti i corsi d'acqua sono costantemente monitorati. In questo momento non sono segnalate ulteriori situazioni critiche, ma l'allerta è massima. Apprensione a Venezia per le previsione del Centro maree che indica una massima di 150 centimetri per le 14 e 115 centimetri per le 19.

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