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Zanzara tigre, ecco le buone pratiche: ''Importante coinvolgere i cittadini''

Presentate le linee guida. Coinvolte le amministrazioni territoriali ma in mancanza della collaborazione dei cittadini lo sforzo dell’ente pubblico, da solo, risulta inefficace

Pubblicato il - 15 giugno 2018 - 16:23

TRENTO. Torna puntuale, e pungente come al solito, la zanzara tigre. Qualcuno l'ha già schiacciata con la mano, intenta a succhiare il sangue di chi vorrebbe stare tranquillo in giardino, o godersi in santa pace una passeggiata. Puntuali tornano anche i consigli per tenerla lontana e le strategie per limitare la sua insidiosa presenza.

 

Si parla anche quest'anno di prevenzione, che secondo il piano messo a punto dalla Provincia dovrebbe essere rafforzata attraverso l'informazione e l'integrazione tra i vari soggetti preposti alla sorveglianza e al monitoraggio del fenomeno (APSS, Comuni, Enti di ricerca).

 

Questo per migliorare gli strumenti di contrasto, come la disinfestazioni con i larvicidi, nonché la comunicazione con il cittadino, per divulgare le “buone pratiche” contro la diffusione della zanzara tigre, in quanto circa l'80% del territorio potenzialmente interessato è costituito da proprietà privata, sulla quale l'ente pubblico non può accedere direttamente per gli interventi di disinfestazione.

 

Sono questi i principali aspetti previsti dal piano per il controllo della zanzara tigre in Trentino, un documento che fornisce le linee guida per il contrasto del fenomeno, risultato di un monitoraggio coordinato dalla Fondazione Edmund Mach, in collaborazione con APSS, MUSE, Fondazione Museo Civico di Rovereto, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, FBK, Comune di Trento, APPA e Comunità Alto Garda e Ledro.

 

La zanzara tigre è una specie di origine asiatica. Dalla seconda metà del secolo scorso, con l’aumentare degli scambi commerciali, è cominciata la sua lenta ma inarrestabile colonizzazione di altre aree geografiche attraverso il trasporto passivo di uova.

 

Questa elevata capacità di espandersi al di fuori del suo areale di origine è dovuta principalmente alla plasticità ecologica della zanzara tigre, che consiste soprattutto nel poter utilizzare una varietà di piccole raccolte d’acqua dolce per lo sviluppo larvale abbondanti nel tessuto urbano delle nostre città.

 

Le linee guida, approvate oggi, costituiscono un valido strumento a disposizione dei comuni per attivare, nell’ambito del proprio territorio, le misure per contenerne la diffusione. Vengono riportate anche le indicazioni sulle buone pratiche da seguire per il controllo nelle proprietà private, da veicolare opportunamente a cura delle amministrazioni territoriali, in quanto, in mancanza della collaborazione dei cittadini, lo sforzo dell’ente pubblico, da solo, risulta inefficace.

 

Il controllo delle zanzare, soprattutto di quelle di origine aliena, richiede infatti un’importante azione sinergica, coordinata e sincronizzata da parte di diversi attori che includono, oltre alla pubblica amministrazione ed agli istituti di ricerca operanti sul territorio, principalmente i singoli cittadini.

 

Risulta inoltre implicito considerare che, ai fini della disinfestazione, si rendono necessari interventi sull’ambiente, quali trattamenti capillari, bonifiche di acque stagnanti, controllo delle discariche abusive, raccolta dei rifiuti, di fatto effettuabili solo da chi governa e gestisce il territorio, e che presuppongono una conoscenza specifica delle caratteristiche ambientali idonee alla riproduzione degli insetti. 

 

Risultano inseriti, a complemento delle linee guida, una serie di allegati e di materiale divulgativo predisposto dal Gruppo di lavoro. Sono ricomprese le procedure di emergenza, in caso di evento di trasmissione da arbovirus, laddove è necessaria l’opera di disinfestazione a cura dell’APSS, in collaborazione con i comuni interessati.

 

 

 

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