Dengue a Brentonico, il Museo civico: “Zanzare tigre su livelli molto bassi nella zona, fondamentale ruolo dei cittadini per evitare ristagni e per i trattamenti”
La Fondazione Museo civico di Rovereto si occupa da anni del monitoraggio della specie – vettore di diverse arbovirosi, tra le quali anche la denuge – in Vallagarina: “La malattia non è endemica in Italia e il virus compare solo in casi importati. La strategia di contenimento punta a mantenere basse le popolazioni di zanzare con trattamenti sulle larve, ricorrendo agli adulticidi solo in situazioni particolari”

ROVERETO. Caso di Dengue (importato) in Trentino, il punto della Fondazione Museo Civico di Rovereto: “A Brentonico presenza di zanzare tigre su livelli molto bassi, fondamentale il ruolo dei cittadini”. Il contagio è stato comunicato il 19 settembre dalle autorità sanitarie e ha riguardato una persona che ha manifestato i sintomi legati all'arbovirosi – uno dei virus che possono trasmettere le zanzare tigre – al rientro da un viaggio all'estero.
Le operazioni di disifestazione hanno preso il via attorno alle 15 di venerdì nelle zone interessate (via Dosso Maggiore, via Castelbarco, via Santa Caterina, e parte della Strada Statale) mentre la Fondazione roveretana, da anni impegnata nel tracciare la presenza della specie in Vallagarina, conferma il monitoraggio costante della diffusione del fastidioso insetto anche nel Comune di Brentonico.
“La diffusione della zanzara tigre – dice Gionata Stancher, della Fondazione Museo civico – è legata soprattutto all'aumento delle temperature, che le hanno consentito di adattarsi stabilmente al nostro territorio dopo essere stata introdotta accidentalmente attraverso viaggi e commerci. Oggi la specie è stabile anche in Trentino come nel resto d'Italia e, insieme all'incremento degli spostamenti internazionali verso aree dove le malattie tropicali sono comuni, può favorire l'arrivo sporadico di casi di dengue. La presenza di una rete capillare di monitoraggio però, consente di intervenire tempestivamente e ridurre i rischi per la salute pubblica”.
La dengue, continua Stancher, non è endemica in Italia “e il virus compare solo in casi importati. Presente è invece la zanzara che può trasmettere la malattia. Per questo la strategia di contenimento punta a mantenere basse le popolazioni di zanzare con trattamenti sulle larve, ricorrendo agli adulticidi (meno eco-compatibili) solo in situazioni particolari, quando è presente un possibile serbatoio di infezione, cioè una persona malata, come nell’attuale caso di Brentonico. In queste circostanze è essenziale eliminare rapidamente le zanzare adulte, unico vettore della malattia, che non si trasmette da persona a persona. Possiamo comunque affermare che a Brentonico, come conferma il monitoraggio, le zanzare tigre sono rimaste su livelli molto bassi per tutta l’estate, e fortunatamente in questa stagione la loro presenza tende a calare ulteriormente”.
Fondamentale è anche il ruolo attivo della cittadinanza, che può contribuire con semplici accorgimenti: evitare ristagni d'acqua nei propri spazi (sottovasi, bidoni, tombini, vasi nei cimiteri) e trattare regolarmente caditoie e tombini privati.
“Dal 6 maggio 2025 – conclude il museo roveretano – è attivo il programma 'Monitoraggio della zanzara tigre', coordinato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto in 16 Comuni della Vallagarina (tra cui anche Brentonico), nei comuni dell’Alto Garda, Ledro e a Storo, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e delle Comunità di Valle. Il sistema prevede il posizionamento di centinaia di ovitrappole, analizzate settimanalmente dai ricercatori del museo per comprendere l'andamento della diffusione e operare regolari trattamenti larvicidi nelle caditoie pubbliche, effettuati con prodotti ecocompatibili”.












