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Abbattimento Kj2, Rossi andrà a processo: ''Ho la coscienza pulita. Agito con responsabilità per la sicurezza e nel rispetto delle leggi''

I fatti risalgono all'estate del 2017, quando l'orsa aveva aggredito Metlicovec tra i laghi di Lamar e Terlago, l'ultimo atto di una serie di eventi che avevano identificato il plantigrado quale problematico e pericoloso. Da lì l'ordinanza urgente di abbattimento. Rossi: "Apprendo con stupore e rammarico la decisione assunta dal giudice per le indagini preliminari di non accogliere la richiesta di archiviazione. Sono tranquillo, verità fatta luce in tribunale"

Di Luca Andreazza - 29 novembre 2019 - 18:32

TRENTO. "Apprendo con stupore e rammarico la decisione assunta dal giudice per le indagini preliminari di non accogliere la richiesta di archiviazione e di dover procedere all'imputazione nei miei confronti e nei confronti del dottor Zanin", queste le parole dell'ex presidente Ugo Rossi chiamato a dover rispondere in tribunale per l'abbattimento di Kj2

 

E forse il tergiversare del presidente Fugatti nella querelle M49, un'ordinanza arrivata a estate inoltrata per catturare l'orso, derivava anche dalla vicenda giudiziaria pendente sul predecessore, non aveva nascosto che la tensione e l'attenzione degli animalisti si trova a livelli altissimi.  

 

"Il mio stupore - prosegue Rossi - deriva dal fatto che per ben due volte la Procura aveva chiesto l’archiviazione in quanto ritiene che ci siano gli estremi per l’imputazione". I fatti risalgono all'estate del 2017. A fine di luglio Angelo Metlicovec stava facendo una passeggiata nel bosco in località Predera, che collega il secondo lago di Lamar con la zona di Terlago, con il suo cane quando aveva incontrato l'orsa (Qui articolo).

 

Era stata proprio la reazione del cane alla vista del plantigrado a far scattare Kj2. Nel tentativo di difendersi, il 70enne aveva riportato diverse ferite e per salvarsi si era gettato in un dirupo. In agosto l'ordinanza di abbattimento, avvenuto dopo l'identificazione genetica e la successiva cattura dell'animale per radiocollararlo. Da lì l`ordinanza per la soppressione "nel più breve tempo possibile".

 

Nessun reato per la Procura di Trento e da qui la richiesta di archiviazione presentata dal Pm, un provvedimento al quale si erano opposte undici associazioni tra Lav e OipaLac, Lipu e associazione Salviamo gli orsi della luna, associazione Gaia animali ambiente, Leal, Enpa, Wwf, Limav e Lndc.

 

Nella serata del 12 agosto gli agenti del Corpo forestale della Provincia di Trento avevano proceduto all'abbattimento in attuazione dell’ordinanza emessa dall'allora governatore per garantire la sicurezza delle persone. Al plantigrado erano stati infatti imputati alcuni eventi violenti, tra i quali quello già ricordato ai danni del pensionato di Cadine.

 

La richiesta di archiviazione del Pm era arrivata dopo una serie di verifiche. Il nocciolo della questione è l'articolo 544 del codice penale che spiega: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”. 

 

Il concetto necessità andrebbe, per il legislatore, interpretato in maniera ampia e spendibile quindi anche in assenza di attualità del pericolo. Non mancano poi le relazioni approfondite acquisiti dalla Procura all'interno delle quali emerge la pericolosità di Kj2 che più volte aveva dimostrato di non avere paura dell'uomo.

 

Ora invece il giudice per le indagini preliminare ha dato il via libera all'imputazione di Rossi. "Il rammarico - dice il consigliere provinciale in quota Patt - deriva dal fatto di aver adottato un provvedimento doveroso e nel pieno rispetto delle leggi con senso di responsabilità e nell’interesse pubblico della sicurezza delle persone: questo determina invece la necessità di doversi difendere in tribunale".

 

La decisione dell'intera vicenda arriva davanti al giudice. "Sento la coscienza a posto - conclude Rossi - perché sono certo di aver agito correttamente sulla base del pieno rispetto per la specie animale, dell’orso in questo caso, e per la sua conservazione, ma anche per garantire una convivenza che deve essere sicura per le persone. Un approccio imposto dal senso del dovere e dall'assunzione di responsabilità cui è chiamato chi, come il sottoscritto, in qualità di presidente della Provincia, doveva garantire equilibrio tra questi due beni collettivi: animale e sicurezza delle persone. Ho la massima fiducia negli organi e sarà possibile avere oggettiva evidenza in aula".

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