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“Allarme sociale” e “pericolo per l’ordine pubblico”: chiusi un circolo privato e una sala giochi a Trento

Secondo quanto riferito dalla questura le due sospensioni sono arrivate al culmine di una serie di episodi tra i quali: spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento, rissa, lesioni e minacce, avvenuti all’interno e all’esterno dei locali

A sinistra il questore Giuseppe Garramone. A Destra panorama di Trento, Wikipedia, foto Franco Visintainer
Pubblicato il - 05 dicembre 2019 - 10:41

TRENTO. Doppia sanzione per due locali di Trento per i quali il questore Giuseppe Garramone, nell’ambito della pubblica sicurezza, ha disposto la chiusura di un circolo privato a Trento nord e di una sala giochi nel centro storico del capoluogo, dove si erano verificati diversi episodi che avevano creato nella cittadinanza allarme sociale e che nel loro insieme avevano costituito un pericolo per l’ordine pubblico.

 

Secondo quanto riferito dai carabinieri le due sospensioni, rispettivamente di 30 e 15 giorni, sono arrivate al culmine di una serie di episodi tra i quali: spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento, rissa, lesioni e minacce, avvenuti all’interno e all’esterno dei locali che hanno impegnato costantemente le forze dell’ordine, in particolare agenti di polizia e militari dei carabinieri.

 

Per la questura l’azione contro questi episodi di microcriminalità “la cui intensità era andata via via crescendo nel tempo” si è resa necessaria per impedire la conseguente e diffusa preoccupazione della zona denunciata in più occasioni dai cittadini residenti.

 

I  provvedimenti di sospensione notificati dalla questura di Trento, (il primo dei due, peraltro segue analogo provvedimento di 15 giorni di sospensiva dell’11 settembre nei confronti del locale di Trento Nord) si iscrivono in una importante attività di controllo sui locali pubblici estesa in ambito provinciale da parte della polizia  che ha visto, a fronte della verifica di numerosi locali, una sostanziale correttezza nella gestione degli esercizi pubblici da parte dei titolari delle autorizzazioni.

 

 

I controlli hanno interessato anche gli addetti alla sicurezza utilizzati negli esercizi pubblici e nelle pubbliche manifestazioni, da queste attività non sono emerse criticità, bensì una formale correttezza nella gestione del personale e relative abilitazioni e iscrizioni necessarie per svolgere questo delicato e complesso compito.    

 

“L’essere intervenuti con celerità nei confronti del circolo privato e della sala giochi – aggiunge il questore Garramone – dimostra che esistono i mezzi e le capacità per riportare nell’alveo della correttezza anche quelle situazioni potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico”.

 

Questo però, come già sottolineato in passato, non diminuisce l’importante lavoro svolto da tutti gli attori del mondo dei locali pubblici che si impegnano costantemente per fornire un servizio alla collettività. 

 

Infine la questura ci tiene a mettere in risalto lo sforzo comune tra i gestori di discoteche e dei servizi di controllo di intrattenimento e spettacolo e il Ministero dell’Interno, reso operativo in un protocollo d’intesa, sottoscritto il 9 maggio al Commissariato del Governo di Trento, volto a garantire una crescente cultura della legalità tra i frequentatori dei locali pubblici.

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