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Alpinisti ''appesi'' sulle Tre Cime, fattura da 7.500 euro. Gramellini: ''Anche il narcisista deve pagare il conto delle sue idiozie''. E il soccorso alpino condivide

Si è risolto nel migliori dei modi l'avventurosa scalata delle Tre Cime di Lavaredo per una coppia di Barcellona, che ora però dovrà pagare un conto salato, una fattura da 7.500 euro. Dopo dopo avere rifiutato per due volte l’intervento dell’elicottero del soccorso alpino, ieri si erano arresi per farsi salvare dall'Aiut alpin di Bolzano

Di Luca Andreazza - 03 settembre 2019 - 12:56

AURONZO. Si è risolto nel migliori dei modi l'avventurosa scalata delle Tre Cime di Lavaredo per una coppia di Barcellona, che ora però dovrà pagare un conto salato, una fattura da 7.500 euro. Dopo dopo avere rifiutato per due volte l’intervento dell’elicottero del soccorso alpino, gli alpinisti, un 45enne e una 36enne, "appesi" per tre giorni alla parete ovest lungo la via Cassin a quota 2.750 metri, si è convinta a farsi salvare dall'Aiut alpin Dolomites di Bolzano.

 

Ma ora si devono preparare a pagare l'intervento, quantificato in 7.500 euro, come riporta Gazzetta. Non solo, dopo quasi 72 ore di interventi andati a vuoto, monitoraggi e tensione alle stelle, anche il soccorso alpino nazionale, solitamente molto composto, entra duro sulla vicenda e condivide l'articolo di Massimo Gramellini nella rubrica "Caffè" sul Corriere della Sera: "Le Tre Cime di LavarEgo". 

 

Il soccorso alpino nazionale non si limita a condividere ma, caso più unico che raro, commenta, seppur in modo sobrio. "Non siamo soliti criticare chi viene soccorso dai nostri tecnici e nemmeno oggi punteremo il dito contro i due turisti che hanno rifiutato per diverse volte - in maniera incosciente - il nostro aiuto alle Tre Cime di Lavaredo. Vogliamo però offrire uno spunto di riflessione a tutti voi su quanto accaduto, ringraziamo Massimo Gramellini che oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera ha rappresentato al meglio anche il nostro punto di vista. Buona lettura".


Un punto di vista tra narcisismo e costo a carico anche della comunità, senza dimenticare i rischi di un intervento della macchina dei soccorsi. "Una coppia di scalatori di spagnoli - scrive Gramellini - ha raggiunto la vetta del narcisismo, rifiutando per ben due volte l'aiuto di un elicottero del soccorso alpino. Chi rischia la pelle [...] sostiene il luogo comune che la vita sia solo sua e possa farne ciò che vuole. Sa che il dio delle emozioni estreme pretende talvolta sacrifici umani e accetta di esserne la vittima potenziale, ritenendo che la questione riguardi soltanto lui e quel dio, con l'esclusione del resto dell'umanità".

 

"Invece, gli piaccia o no, il narcisista fa parte di una rete di persone destinato a pagare il conto delle sue idiozie. Non è libero di andare a duecento all'ora contromano, perché in caso di incidente sarà la comunità di cui fa parte ad addossarsene i costi in termini di carroattrezzi, cure ospedaliere e, soprattutto, vite coinvolte. [...] La scoperta di non essere soli al mondo può essere sconvolgente. Proprio come quella di esserlo (per altri versi). Finora non se ne conosceva il prezzo. Quello in euro, almeno 7.500 euro. Tanto dovranno versare i nostri eroi per il trambusto provocato dalla loro imprudente cocciutaggine. Più o meno il costo di un'utilitaria usata. Possibilmente non da loro".

 

La vicenda si è conclusa per il meglio, gli alpinisti sono stati recuperati in buone condizioni e portati al rifugio Auronzo. La coppia spagnola, già soccorsa di un'altra situazione appena una settimana fa, si sono arresi dopo tre giorni, quando la madre dell'uomo aveva allertato proprio i soccorsi e aveva avuto un malore per lo stress (Qui l'intera vicenda).

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