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Bolzano si ferma per il disinnesco di un ordigno bellico. 4000 gli evacuati mentre sono oltre 60mila i bolzanini che dovranno stare in casa durante le operazioni di recupero

Domenica 20 ottobre verrà recuperato dagli artificieri dell'esercito la bomba di due quintali della Seconda guerra mondiale trovata mercoledì scorso in un cantiere di piazza Verdi/ponte Loreto. L'amministrazione e la prefettura hanno stabilito due zone, una rossa ed una gialla, che dovranno sottostare ad un regolamento nel giorno del recupero. Viabilità cambiata e disagi al traffico

Di Davide Leveghi - 12 ottobre 2019 - 13:16

BOLZANO. La guerra non finisce mai, si potrebbe dire. E di certo l'Alto Adige, con le sue divisioni e incomprensioni, avrebbe molto da raccontare a riguardo. Ma al di là di questo, fortunatamente senza l'aspetto tragico, i conflitti bellici continuano anche a distanza di quasi un secolo a dare disagi.

 

Saranno infatti circa 61mila le persone che domenica 20 ottobre non potranno mettere il naso fuori di casa per il disinnesco di un ordigno trovato qualche giorno fa in un cantiere di piazza Verdi/ponte Loreto, a Bolzano. L'ordigno, risalente alla seconda guerra mondiale e pesante 2 quintali, è stato rinvenuto mercoledì 9 ottobre attorno alle 14.30 e messo in sicurezza dagli artificieri del Genio guastatori di Trento, intervenuti prontamente assieme alla polizia di Stato, alla polizia municipale, ai tecnici comunali dei Lavori pubblici e agli uomini della protezione civile comunale.

 


 

Ma per disinnescarlo, i lavori richiederanno ben più tempo. La data è fissata nella giornata di domenica 20 ottobre, a deciderlo è stata la riunione di coordinamento tra forze di polizia, convocata dal prefetto Vito Cusumano nel Commissariato di governo. Il piano di disinnesco prevede la creazione di due aree, la rossa e la gialla, e la chiusura del traffico pubblico e privato al loro interno al momento dell'operazione.

 

Attorno alle 9 del mattino cominceranno infatti le operazioni di recupero del residuato bellico. Dalle 6.30 alle 8.15 i residenti che vivono nella zona rossa, area che comprende tutte le abitazioni in un raggio di 530 metri dalla bomba, verranno evacuati. Tra questi gli ospiti delle due case di riposo, circa 140, poste in via Trento e via dei Cappuccini, per cui eccezionalmente verrà messo a disposizione in PalaResia.

 

Circa 4000 le persone coinvolte nell'evacuazione, ben di più quelle interessate dall'obbligo di permanere nelle proprie abitazioni durante le operazioni di disinnesco, che dalle 9 dovrebbero protrarsi fino alle 12 di domenica 20. La zona gialla, infatti, comprendendo un'area di un raggio di 1800 metri dalla bomba coinvolgerà 61mila bolzanini. Per loro, le autorità consigliano anche di tenersi precauzionalmente lontano dalle finestre.

 

Verranno inoltre bloccate la circolazione di qualsiasi veicolo pubblico o privato nelle due zone e il transito dei treni, mentre l'autostrada del Brennero, durante le 3 ore di lavori, chiuderà al traffico tra in caselli di Bolzano Sud e Chiusa.

 

La viabilità cittadina aveva già subito provvedimenti ad hoc con la chiusura dell'area circostante il luogo del ritrovamento dell'ordigno – chiusura di ponte Loreto, il cui accesso è interdetto sia da piazza Verdi che da via Mayr Nusser, interdizione di via Mayr Nusser all'altezza dell'incrocio con via Macello, chiusura del tratto di ciclabile lungo Isarco dal ponte giallo a ponte Loreto. Per pendolari, pedoni, ciclisti ed automobilisti, dunque, saranno giorni eccezionali, conclusi solo dal disinnesco di domenica prossima.

 

Va ricordato che Bolzano fu una delle città del Nord Italia più colpite dai bombardamenti alleati. Punto di snodo tra il Nord e il Sud Europa, fu oggetto di ripetute incursioni aeree, che ne trasformarono il volto, lasciando senza tetto moltissime persone. Superata da tanto tempo ormai quella pagina storica, le bombe tornano tuttavia di tanto in tanto a ricordare la tragedia dei conflitti. Con disagi più fastidiosi che altro...

 


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