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| 30 apr 2019 | 09:37

Controlli nei cantieri, i carabinieri scoprono due finti artigiani

Gli accertamenti sono stati comunicati al Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento per i provvedimenti di competenza. La pratica permette notevoli risparmi in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, in quanto, come nel caso di specie, gli artigiani rumeni fatturavano la mera prestazione d’opera con un compenso pattuito di 15 euro all’ora, netto intorno ai 10 euro

Controlli nei cantieri, i carabinieri scoprono due finti artigiani
di Redazione

MADONNA DI CAMPIGLIO. Si sono dichiarati artigiani ma in realtà erano lavoratori subordinati di un'azienda trentina. Nei giorni scorsi i Carabinieri di Madonna di Campiglio hanno portato avanti dei controlli su alcuni cantieri in materia di tutela dei lavoratori.

 

Durante dei periodi di chiusura degli alberghi, infatti, in molti decidono di fare degli interventi di ammodernamento e per questo in Val Rendena arrivano molte ditte e operai a lavorare.

 

I controlli sono stati portati avanti in cinque siti. In un caso sono stati identificati tre lavoratori intenti a svolgere la propria attività il 25 aprile scorso. Uno, dipendente di una società trentina, di fatto coordinava e impartiva gli ordini agli altri due (entrambi di nazionalità rumena e provenienti da Modena) che si qualificavano come artigiani liberi professionisti.

 

I controlli approfonditi hanno però dimostrato che in realtà erano lavoratori subordinati, mascherati da artigiani, in quanto privi di una propria organizzazione aziendale e di fatto inquadrati nell’assetto della ditta Trentina.

Una pratica, questa, piuttosto diffusa perchè permette notevoli risparmi in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, in quanto, come nel caso di specie, gli artigiani rumeni fatturavano la mera prestazione d’opera con un compenso pattuito di 15 euro all’ora, netto intorno ai 10 euro.

 

Uno dei due finti artigiani aveva da pochi giorni aperto la partita Iva ed era anche privo di qualsiasi strumento di lavoro, tanto da non avere nemmeno l’autovettura per tornare a Modena, dove risiedeva.

 

Gli accertamenti sono stati comunicati al Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento per i provvedimenti di competenza.

 

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