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Costretti a vivere in sei metri quadri, tra feci e urina. Condannato padrone per aver maltrattato i suoi cani

La denuncia e il materiale raccolto dall'Enpa ha portato alla condanna (in primo grado) del padrone dei due lupi cecoslovacchi che venivano tenuti in un'area di Carisolo

Di L.P. - 07 gennaio 2019 - 20:02

TRENTO. Vivevano in due piccole gabbie di sei metri quadri l'una, spesso in mezzo a urina ed escrementi, incapaci di sviluppare le attività fisiche e mentali tipiche della razza di appartenenza e impossibilitati a muoversi come da prescrizioni veterinarie. E' stato condannato, quest'oggi, un uomo di Pinzolo che teneva in pessimo stato due cani lupo cecoslovacchi in un'area di Carisolo.

 

A due anni dalla segnalazione (era il luglio 2017) il giudice lo ha ritenuto colpevole di maltrattamento di animali (articolo 544 ter codice penale) condannandolo a tre mesi di reclusionedisponendo la confisca dei cani (ai sensi dell'art. 544 sexies codice penale) e condannandolo anche al risarcimento del danno in favore dell'Ente Nazionale Protezione Animali costituito parte civile e al rimborso delle spese legali in favore dell'Enpa, nonché alla rifusione delle spese di custodia sin ora sostenute dalla struttura presso la quale i cani si trovano da quando sono stati sequestrati.

 

Tutto era partito dalle segnalazioni di alcuni cittadini, ci spiegava un anno fa l'Enpa: ''Alcuni cittadini ci avevano segnalato la condizioni in cui vivevano questi due animali che si trovavano in due box in mezzo ad un appezzamento di terra. Li abbiamo tenuti sotto controllo per circa un mese facendo fotografie e video. Non potevano mai uscire, spesso si trovavano in mezzo alla sporcizia e il proprietario che viveva in un paese vicino gli portava da mangiare quando si ricordava”.

 

Importante l'attività investigativa svolta dalle guardie zoofile dell'Enpa, che hanno prodotto una consistente mole di indizi e il supporto delle persone che si erano prese a cuore i due cani, che hanno permesso di effettuare i necessari controlli, atti a dimostrare le effettive condizioni di vita dei due animali. Enpa si è costituita parte civile tramite Claudia Ricci, sostituita nel prosieguo del processo dall'avvocata Marina March, corrispondente e sostituto processuale su Trento per Enpa.

 

Oggi la sentenza di primo grado: ''Si è scritta una pagina di giustizia'', ha commentato Enpa.

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