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Esplode una bomba a Bogotà, due ragazze trentine in Colombia: ''Siamo al sicuro in un ostello''

Marzia e Michela sono partite per l'interscambio ''Donne per una pace bene comune'' dell'associazione Yaku sono arrivate ieri sera. ''Dovevamo partecipare alla manifestazione degli studenti, ora siamo in attesa degli sviluppi''

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 17 gennaio 2019 - 20:36

TRENTO. L'ultimo attentato a Bogotà, la capitale della Colombia, era stato quello del 18 giugno 2017, quando una bomba era stata fatta esplodere in uno dei centri commerciali più grandi della città, il centro Andino, provocando la morte di tre persone, tra cui di una giovane turista francese. Delle 9.30 di questa mattina (le 15.30 italiane) la notizia di un altro terribile attentato, non ancora rivendicato. Questa volta un carro bomba è esploso all'accademia di polizia General Santander, che si trova nel sud della capitale, provocando la morte di nove persone. In un altro quartiere, al sicuro in un ostello, anche una delegazione di Yaku con due ragazze trentine, arrivata nella capitale colombiana per una serie di incontri previsti dal progetto di interscambio "Donne per una pace bene comune fra Italia e Colombia".

 

Della delegazione di Yaku, assieme a Francesca Caprini, Enzo Pitalesta e al videomaker Luca Scaffidi, fanno appunto parte anche due ragazze trentine, Michela Lonardi e Marzia Deflorian.

 

Le due giovani sono state selezionate per il progetto di Yaku (sviluppato con il Centro per la cooperazione internazionale) nato per costruire un percorso fatto di connessioni, formazione e incontri tra donne attiviste colombiane e trentine. Dopo la visita a maggio di tre donne colombiane a Trento e Roma, ora è la volta della presenza trentina a Bogotà.

 

"Siamo arrivate ieri - racconta Marzia Deflorian - Oggi sarebbe dovuta essere la prima giornata di appuntamenti, l'agenda era fitta. L'inizio però è stato particolare". 

 

Laureata all'Università di Bologna in Antropologia e Scienze internazionali e diplomatiche, Marzia ha già preso parte in passato a diversi progetti in Italia e all'estero, dal Kurdistan turco al Messico, dalla Palestina al Nord Africa. Appassionata alle questioni di genere, ha fatto la sua tesi di laurea triennale sulla situazione delle donne nel Rojava, ha svolto un tirocinio all'Ufficio de igualdad del Comune spagnolo di Pobra do Caraminal e concluso da pochi mesi uno stage di tre mesi all'Ambasciata d'Italia a Città del Messico. Nel suo curriculum, inoltre, ci sono altre esperienze, quali l'attività di ricerca in California, alla San Josè State University, dove ha approfondito il tema del "comportamento di voto della comunità latina negli anni Duemila".

 

"Siamo in un ostello in un'altra parte della città e stiamo bene" rassicura subito Marzia. Che, nonostante le terribili notizie che si compongono di ora in ora, non ha paura: "Mi sento sicura - dice - questo perché mi fido di Yaku e dei nostri partner locali".

Con lei Michela e tutta la delegazione è in attesa di sapere cosa accadrà a Bogotà. "Per oggi era prevista una manifestazione nazionale degli studenti universitari delle principali città colombiane per chiedere lo smantellamento dell'Esmad, il corpo antisommossa della polizia colombiana. Ma l'esplosione della bomba in una scuola di polizia che è costata la vita a nove cadetti ha messo tutto in forse", spiega Francesca Caprini di Yaku.

 

"Non si sa se la manifestazione studentesca sarà sospesa - prosegue Marzia Deflorian - la piattaforma universitaria Unees è in assemblea e sta decidendo il da farsi. Al momento siamo in contatto con i nostri referenti locali, stiamo cercando di capire cosa accadrà".

 

Marzia racconta di aver chiesto di prendere parte all'interscambio per seguire le proprie passioni: "È un progetto che ben si adattava al mio percorso personale". E non si lascia spaventare dall'incertezza di queste ore: "È tutto in divenire, ma se c'è una cosa che ho imparato nei miei viaggi precedenti in Palestina, Kurdistan e in Marocco, è che difficilmente gli appuntamenti in agenda vengono rispettati alla lettera".

 

L'agenda prevedeva infatti che la delegazione con le ragazze trentine seguisse la manifestazione. "Ora stiamo facendo una riunione tra di noi - spiega Caprini - alle 17 (le 23 italiane) andremo dai nostri contatti e cercheremo di capire cosa sia accaduto e il da farsi".

 

Per ora una rivendicazione dell'attentato non c'è stata. "Non sappiamo ancora che colore dare all'accaduto - dice la delegazione - di certo si tratta di qualcosa di grave". "A quanto pare, l'illusione di una pace duratura in Colombia, nonostante il processo di pace siglato da oltre due anni fra governo colombiano e Farc-Ep, è sempre più lontana", proseguono.

 

Laureata in Economia e Scienze sociali con una tesi sul fenomeno del "land grabbing", Michela Lonardi ora studia Human Rights and multi-level governance all'Università di Padova. È appassionata di diritti umani, politica internazionale e cooperazione solidale. Dalla sua partecipazione con Marzia allo scambio organizzato da Yaku nascerà una sorta di diario di viaggio, un racconto dell'esperienza che le ragazze faranno tramite Il Dolomiti direttamente dalla Colombia.

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