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Fatture false per oltre 25 milioni e riciclaggio, coinvolta una società di Rovereto. Maxi operazione della Guardia di Finanza in 8 regioni

A guidare l'operazione le Fiamme Gialle di Padova. All'alba di oggi  sono stati eseguiti arresti e sequestri, in Italia e all’estero, per frode fiscale e riciclaggio per diversi milioni di euro.  Sono entrati in azione oltre 250 militari della Guardia di Finanza di Padova e di altri 23 Reparti del Corpo nelle province di Genova, Asti, Milano, Brescia, Trento, Venezia, Belluno, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza, Pordenone, Parma, Avellino e Lecce

Di Giuseppe Fin - 15 maggio 2019 - 15:36

TRENTO. E' una maxi operazione della Guardia di Finanza quella che ha preso il via nelle prime ore di questa mattina e che ha portato arresti e sequestri, in Italia e all’estero, per frode fiscale e riciclaggio per oltre 8 milioni e mezzo.

 

Le Fiamme gialle di Padova hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone 12 misure cautelari personali ed un decreto di sequestro preventivo. Oltre al Veneto sono state interessate anche diverse altre regioni tra le quali Trentino Alto Adige, Liguria, Lombardia, Puglia, Campania, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

 

Destinatari delle misure detentive e dei sequestri preventivi sono gli appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati fiscali, riciclaggio ed auto-riciclaggio. Le persone implicate, cui vengono contestate, a vario titolo, molteplici ipotesi di reato (associazione per delinquere, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, auto-riciclaggio e reati transnazionali), sono complessivamente 45, operanti su tutto il territorio nazionale ed all’estero.

 

L'operazione è stata portata avanti anche al di fuori dei confini italiani con il supporto della polizia di Slovacchia, Croazia e Slovenia. Sono operativi 250 militari della Guardia di Finanza di Padova e di altri 23 Reparti del Corpo che stanno operando nelle province di Genova, Asti, Milano, Brescia, Trento, Venezia, Belluno, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza, Pordenone, Parma, Avellino e Lecce.

 

A capo del sodalizio, smascherato nel corso delle indagini, vi erano un padovano, un vicentino e un veneziano tutti destinatari di misure cautelari limitative della libertà personale. Con loro operavano uno studio di contabilità e molteplici imprenditori.

 

Lo schema delittuoso realizzato è quello delle frodi Iva in cui una società “cartiera” (c.d. missing trader) ha il compito esclusivo di generare cartolarmente movimentazioni di beni e servizi, emettendo fatture per operazioni inesistenti e operando per un lasso temporale limitato (circa 12 mesi) nell’arco del quale omette di adempiere agli obblighi fiscali nei confronti dell’Erario; le fatture emesse, gravate di iva, vengono invece regolarmente annotate in contabilità dalle società, formalmente acquirenti di beni e servizi “fantasma”, consentendo loro di dedurre costi inesistenti e di compensare l’Iva.

 

Per fornire un’apparenza di legalità al tutto, la società compiacente (reale ed operativa), beneficiaria delle fatture false, effettua alla “cartiera” il pagamento dell’operazione inesistente, il cui importo è gravato di iva; la missing trader non versa l’iva e restituisce in contanti alla beneficiaria l’intero imponibile nonché parte dell’Iva corrisposta, al netto del proprio illecito compenso.

 

Gli approfondimenti investigativi dei militari hanno consentito di ricostruire l’operatività, dal 2012 ad oggi, di numerosi società cartiere utilizzate per emettere fatture false nei confronti, secondo le indagini della Guardia di Finanza, della società perno del sistema di frode, la M.G. Group S.r.l., operante nel campo della prevenzione antincendio ed antinfortunistica. La M.G. Group, a sua volta, emetteva fatture per operazioni inesistenti in favore di ulteriori clienti che beneficiavano pertanto del sistema di frode al fine di evitare il versamento dell’iva all’Erario.

 

Tra le società che sono finite all'interno dell'inchiesta della Guardia di Finanza anche una di Rovereto che, sempre secondo le indagini delle Fiamme gialle sarebbe stata tra i principali clienti della società M.G. Group di Padova e che emetteva fatture per operazioni inesistenti in loro favore.

 

Le fatture false, finora quantificate, ammontano ad oltre 25 milioni di euro. Cifra che è destinata ad aumentare man mano che verranno approfondite, sotto il profilo amministrativo-tributario, le ulteriori posizioni rilevate.

 

Una volta ottenuto il pagamento delle fatture false, le società cartiere provvedevano ad effettuare bonifici degli importi sui conti correnti di 3 società estere con sede, rispettivamente, in Slovacchia, Croazia e Slovenia, tutte gestite dal sodalizio criminale ed utilizzate quale strumento per “riciclare” i proventi illeciti della frode.

 

Una volta inviati all’estero, i proventi illeciti venivano fatti rientrare in Italia attraverso una serie di trasferimenti volti a mascherarne la provenienza illecita. I soldi, infine, erano reinvestiti in Italia attraverso società immobiliari o mediante l’acquisto di beni di lusso quali Ferrari ed imbarcazioni.

 

Per ricostruire i flussi del denaro ed i frequenti spostamenti all’estero, si sono rivelate fondamentali le intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché l’utilizzo di apparati di localizzazione GPS. Nel corso delle indagini è stato inoltre utilizzato un dispositivo audio-video all’interno della società M.G. Group di Padova con cui le Fiamme Gialle hanno documentato la restituzione di denaro in contanti a fronte di fatture false.

 

Parte degli illeciti proventi, attualmente quantificati in oltre 5 milioni di euro, sono stati “riciclati” attraverso una società slovacca ed una croata. Questi mezzi non hanno però indotto in inganno le Fiamme Gialle del Comando

Provinciale di Padova che sono riuscite ad individuare beni aggredibili (case, ville e terreni), riconducibili ai soggetti promotori delle attività delittuose, per un valore stimato di circa 3 milioni di euro che saranno oggetto di misure ablative.

 

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