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I vigili del fuoco illuminano il monte e due squadre del soccorso li salvano. Rifocillati, uno è portato in ospedale per congelamento

I due alpinisti sono rimasti incastrati tra delle rocce e un muro di neve sul Crozzon di Brenta. L'elicottero a causa del maltempo è dovuto rimanere in piazzola e allora sono partiti due team di recupero con i vigili del fuoco che hanno illuminato la base del Crozzon di Brenta con la fotoelettrica dal Monte Spinale

Pubblicato il - 07 agosto 2019 - 11:59

TRENTO. Sono rimasti bloccati tra la roccia e un muro di neve e con l'arrivo del buio non sono più riusciti a muoversi. Il brutto tempo, poi, ha bloccato l'elicottero e quindi i due uomini hanno dovuto attendere l'arrivo di due squadre da terra che li hanno portati al rifugio dove, finalmente, sono stati rifocillati e uno dei due è stato anche portato all'ospedale per un principio di congelamento. Tanta paura, ieri notte, per due alpinisti, uno di Arezzo e l'altro di Brescia che avevano appena affrontato il Crozzon di Brenta (sopra Madonna di Campiglio).

 

I due uomini avevano appena concluso la via delle Guide e stavano affrontando il percorso di rientro, una discesa complessa ed esposta in corda doppia che richiede, per essere affrontata, una notevole dose si esperienza. Al termine dell’ultima calata, però, i due uomini si sono trovati intrappolati tra la roccia e un muro di neve e non sono più riusciti a proseguire. E', quindi, calato il buio e la situazione sembrava peggiorare di minuto in minuto e quindi hanno chiamato il 112 intorno alle 21.45. Sul posto è stato mandato l'elicottero che però, causa il maltempo, nonostante avesse i visori notturni è rimasto bloccato a terra a Pinzolo.

 

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del soccorso alpino ha quindi organizzato due squadre di soccorritori delle stazioni di Pinzolo e di Madonna di Campiglio che sono salite a piedi fino a raggiungere i due alpinisti alle 2 di questa notte.

 

I soccorritori hanno accompagnato in sicurezza i due uomini fino al rifugio Brentei. Fondamentale la collaborazione con i vigili del fuoco che hanno illuminato la base del Crozzon di Brenta con la fotoelettrica dal Monte Spinale agevolando le operazioni di recupero.

 

 

I due alpinisti sono stati rifocillati e con i soccorritori hanno trascorso la notte al rifugio. Alle prime luci dell’alba l’elicottero li ha recuperati. Per uno di loro è stato necessario il ricovero all’ospedale di Tione per un principio di congelamento.  

 

Un altro intervento del soccorso alpino si è concluso alle 21.30 circa di ieri sera per soccorrere un ragazzo di Udine di 21 anni che si è sentito poco bene lungo il sentiero che dal rifugio Refavaie conduce al bivacco di forcella Coldosè, sul versante di Caoria. Il ragazzo era partito nel pomeriggio insieme a tre amici quando a poca distanza dal bivacco si è sentito male e non è stato più in grado di proseguire la camminata. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze è arrivata verso le 18.50.

 

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto una squadra di dieci soccorritori della stazione Caoria. Gli operatori hanno raggiunto a piedi il ragazzo e dopo avergli prestato le prime cure lo hanno trasportato a spalla con la barella portantina e poi, con un mezzo, fino al rifugio Refavaie. Qui un’ambulanza lo ha prelevato e trasportato all’ospedale di Feltre per gli accertamenti medici.

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