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Bloccati al buio e in mezzo alla nebbia sulle Tre Cime di Lavaredo. Notte di paura per due escursionisti

Il soccorso alpino ha dato istruzioni ai due per riuscire a scendere. Tra queste anche l'invito a non calarsi troppo in un certo tratto per evitare di rimanere bloccati su un salto. Purtroppo, però, le istruzioni non sono state seguite ed è dovuta intervenire una squadra del soccorso alpino per portarli in salvo

Pubblicato il - 29 agosto 2019 - 08:52

BELLUNO. Notte di paura per due escursionisti di Bolzano di 41 e 29 anni che sono rimasti bloccati al buio e in mezzo alla nebbia sulle Tre Cime di Lavaredo.

 

Ci sono volute circa quattro ore per metterli in salvo concludendo le operazioni alla mezzanotte di ieri. Il Soccorso alpino di Auronzo di Cadore, alle 20.40, è stato allertato per i due alpinisti in difficoltà, sulle doppie di rientro dalla normale alla Grande delle Tre Cime di Lavaredo.

 

I due avevano attaccato la Via Zeitsprung alle 9 e, una volta completata alle 18, avevano iniziato a scendere, ma si erano trovati a 2.750 metri di quota, ormai al buio, senza frontali, con nebbia persistente e le corde incastrate nella roccia.

 

Due squadre hanno fatto base alla chiesetta tra il Rifugio Auronzo e il Lavaredo e, in contatto telefonico, hanno appreso che i due erano seguiti da una seconda cordata che stava per raggiungerli.

 

Deciso che avrebbero chiesto di potersi aggregare ai rocciatori in arrivo, una coppia di ragazzi spagnoli salita dallo Spigolo Dibona, i soccorritori hanno quindi spedito loro via Whatsapp la relazione e tutte le informazioni necessarie a scendere dal punto in cui si trovavano (ottenuto dalle coordinate inviate), tra le quali l'invito a non calarsi troppo in un certo tratto per evitare di rimanere bloccati su un salto.


Dopo essersi uniti alla coppia, che li ha fatti andare avanti utilizzando le proprie corde, purtroppo però è accaduto proprio quello che non si auspicava e i rocciatori si sono calati troppo bloccandosi nuovamente. A quel punto una squadra li ha raggiunti. Dopo averli dotati di frontali - ne avevano una in quattro - e riportati sul percorso corretto, i soccorritori li hanno quindi aiutati a calarsi fino alla base e sono rientrati con tutti e quattro. L'intervento si è concluso verso mezzanotte.

 

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