Dopo i danni del maltempo, riaprono i giardini del centro storico. Rimossi i rami pericolanti dagli alberi, ma alcune aree restano a rischio
Dopo che pioggia e vento hanno colpito lo scorso 6 agosto edifici e alberi del centro storico provocando grossi danni, Belluno riapre una parte dei suoi giardini grazie all’intervento dei Vigili del fuoco e del personale comunale per la messa in sicurezza. Resta però vietato l’accesso ad alcune aree attorno a tre cedri

BELLUNO. Iniziano a riaprire i giardini di Piazza dei Martiri. “Dopo un evento che ha colpito duramente anche il patrimonio arboreo della piazza, la priorità era intervenire rapidamente per garantire la sicurezza e riuscire a restituire quanto prima questi spazi ai bellunesi” commenta il sindaco Oscar De Pellegrin.
La scorsa settimana, nella notte del 6 agosto, la pioggia e il forte vento avevano provocato ingenti danni a palazzi e alberi del centro di Belluno (qui), in particolare colpendo piante secolari e generando così un acceso dibattito sui social che ha alimentato nuove polemiche sul tema ormai quotidiano dell’abbattimento degli alberi nel capoluogo.
Ora, dopo gli interventi dei Vigili del fuoco, buona parte dell’area dei giardini è stata rimessa in sicurezza. “Il lavoro svolto ieri - prosegue De Pellegrin - ci ha permesso di riaprire gran parte dei giardini e anche la traversa sud, mentre continueremo a mantenere interdette le zone che richiedono ulteriori verifiche. Voglio ringraziare i vigili, il cui intervento e i mezzi a disposizione sono stati determinanti per lavorare sulle parti più alte degli alberi e procedere alla messa in sicurezza dell’area”.
In particolare, i vigili hanno rimosso i rami lesionati, pendenti o pericolosi nelle parti più alte delle chiome, controllando anche le parti non visibili da terra ed eliminando eventuali ulteriori situazioni di rischio. Con l’occasione, il dottore forestale Marco Coden, incaricato dal Comune per il censimento e la valutazione del verde urbano, ha fatto una ricognizione delle alberature e indicato le situazioni di criticità rilevabili da terra.
Non tutta l’area è però restituita alla piena fruibilità. Restano interdette le zone attorno a tre cedri, sui quali nelle prossime settimane saranno effettuate verifiche direttamente in quota.


















