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La Chiesa trentina: ''I migranti li accogliamo noi se l'ente pubblico fa marcia indietro''

Ieri  è arrivato l'appello dell'arcivescovo Lauro Tisi: "Chi non ospita rinuncia a vivere". Don Cristiano Bettega delegato Area Testimonianza della diocesi di Trento: "Se manca l'appoggio dell'ente pubblico noi non facciamo marcia indietro. Stiamo lavorando per fare una proposta concreta e chiara"

Di Giuseppe Fin - 07 gennaio 2019 - 12:59

TRENTO. Se per l'accoglienza dei migranti fino ad oggi “si è potuto contare sull'appoggio dell'ente pubblico ora che questo sembra non essere più disponibile noi non facciamo marcia indietro ma seguiamo quello che dice il vangelo”. Le parole sono quelle di don Cristiano Bettega delegato Area Testimonianza della diocesi di Trento ma ricalcano anche il pensiero dell'Arcivescovo Lauro Tisi che ieri durante la celebrazione di Epifania, con i rappresentanti dei popoli trentini, ha fatto capire perfettamente il suo pensiero.

 

Nell'omelia l'arcivescovo ha spiegato che “Il Dio fatto Bambino rivela che la potenza sta nel ritrarsi, nel fare spazio, nell’ospitare”. Ogni uomo è chiamato a fare altrettanto. “Ospitare non è in primis un atto di bontà e di solidarietà – ha spiegato Tisi - è nell’ospitare che passa la vita. E’ la condizione dell’esistere. Chi non ospita rinuncia a vivere. Un popolo refrattario a storie diverse, culture altre, a ciò che profuma di nuovo, non ha futuro”.

 

Ecco allora che in un momento in cui l'accoglienza sembra essere diventata una parola che vale solo per alcuni e dove prima il Governo nazionale e poi quello provinciale a trazione leghista ha deciso tagli sull'intero sistema che accoglie i migranti, la Chiesa parla e pensa a progetti che possano in qualche modo dare segnali concreti.

 

“Ho parlato con il vescovo e stiamo cercando di capire – ha spiegato don Cristiano Bettega – come ci possiamo muovere. Vogliamo offrire una proposta concreta costruita con un progetto chiaro”. Una proposta che coinvolga l'intera comunità cristiana che non è riassunta solamente nel “teniamo aperte le canoniche ai migranti” ma ad un intervento più ampio.

 

“Cerchiamo di vedere - spiega il delegato dell'area testimonianza dell'Arcidiocesi di Trento – come con le nostre forze possiamo muoverci il tutto tenendo presente le strutture che abbiamo e le persone che ci sono”.

 

Non solo quindi un appello ad accogliere come quello rivolto ieri dall'arcivescovo Lauro Tisi ma anche una risposta alle decisioni politiche che sono state prese nelle ultime settimane. Il tutto mettendo al centro il vangelo.

 

“Il vangelo chiede di metterci in un confronto, in un'ottica di fraternità verso gli altri” spiega don Bettega “e per me che cerco di essere cristiano ogni nuova persona, uomo o donna, è un fratello o una sorella. Se alcuni enti o istituzioni cambiamo e decidono di lasciare una determinata linea che non condividono più, questo non significa che lo dobbiamo fare anche noi. Servirà cambiare e ricostruire un certo modo di essere”.

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