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M49-Papillon sfonda delle arnie sotto il Lavazè in Val di Fiemme. Dopo più di un mese di fuga arrivano i primi danni

Il plantigrado si trova in un'area del Trentino che prima che entrasse in azione la giunta Fugatti (catturando e facendosi scappare l'animale dal Casteller quindi a est dell'Adige, dell'Autostrada e della Ferrovia) si trovava a gestire la convivenza con i lupi ma non con gli orsi. Ora la situazione cambia. L'animale ha colpito un'apicoltura che, ovviamente, non aveva protezioni

Di Luca Pianesi - 18 agosto 2019 - 16:13

PASSO LAVAZZE'. Dopo Malga Ora e le impronte lasciate nel comune di Aldino, in Alto Adige, questa mattina M49-Papillon è tornato in Trentino, in Val di Fiemme, andando a distruggere delle arnie. La conferma, ancora una volta, arriva dall'appassionato ed esperto di lupi della zona, Paolo Scarian (autore delle foto) che immediatamente si è recato sul posto, dopo che il consigliere comunale di Varena, delegato per lo svolgimento delle funzioni di miglioramento ambientale nell’ambito dell’agricoltura e delle foreste, e rettore della riserva di caccia Alex Polesana ha notato sotto il Lavazè, nella zona del Buson, la predazione e lo ha chiamato. Lui, oltre a verificare che sono state attaccate quattro delle dieci arnie dell'apicoltore della zona, Maurizio Delbianco, ha anche rinvenuto la feci dell'orso, prova fondamentale per la sua identificazione.

E la questione, quindi, ora apre ulteriori scenari. M49, come tutti gli orsi del Trentino, infatti, si trovava sulla parte orientale della Provincia dove si stavano, faticosamente, mettendo in campo quelle azioni di difesa e tutela sia dell'apicultura che dell'allevamento e dell'agricoltura (l'orso, infatti, come si sa è onnivoro e fondamentali, in questi casi, diventano dei buoni recinti elettrificati per evitare inconvenienti, oltre ad altre azioni di prevenzione come bidoni della spazzatura appositi e altro).

 

La giunta Fugatti, che da quando si è insediata ha lanciato una miriade di messaggi a spot contro gli orsi, da una parte, e contro i lupi, dall'altra (che si trovano per la maggior parte proprio nel versante orientale del Trentino e in Val di Fassa e Fiemme) dicendo che sono cattivi e pericolosi, nei fatti ha portato a termine uen'unica azione concreta: catturare un orso che si spostava in Val Rendena e farselo scappare sul versante orientale della provincia. Un orso che da più di un mese si trova in libertà in aree non abituate alla presenza dei plantigradi e molto più antropizzate di quelle dove si muoveva prima, passando dalla Marzola (la montagna tra la città di Trento e la Valsugana) per poi spostandosi verso Giovo, l'Alto Adige e ora la Val di Fiemme

Il risultato è che dopo un mese di peregrinare ora si trova in un contesto assolutamente impreparato a gestire la questione orso non avendone mai avuto bisogno. Il miracolo della nuova classe politica è stato, dunque, quello, di aggiungere ai lupi anche un esemplare di plantigrado tra i pensieri degli abitanti delle zone che si stanno, anche qui faticosamente, attrezzando per convivere con i primi ma non certo con il secondo. Per esempio proprio l'apicultura, in questo lato del Trentino, fino a ieri non doveva preoccuparsi di eventuali incursioni di grandi carnivori. 

 

Per M49, quindi, il colpo era inevitabile. Ghiotto, come tutti gli orsi, soprattutto delle larve delle api che sono molto ricche di proteine, dopo oltre un mese di fuga e praticamente nessun danno provocato ad allevamento e agricoltura (addirittura l'altra sera passando per Malga Ora ha ignorato sia i pony che i lama e le mucche della struttura) questa notte ha colpito un'apicoltura chiaramente indifesa. Tutto nella norma ma certo è incredibile che la giunta che ancora ieri, per bocca del suo vicepresidente, assessore all'ambiente, Mario Tonina ripeteva ad allevatori e agricoltori che ''la convivenza tra grandi carnivori e agricoltura e allevamento è impossibile'' sia riuscita nel capolavoro di creare un'ulteriore situazione di stress e tensione.

 

E il paradosso è completo quando si chiede a Roma di gestire autonomamente la questione quando, anche muovendosi nei semplici binari della cattura, si è fatta la figura che tutti conoscono. 

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