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Nanga Parbat, due giacche sullo sperone Mummery: stop alle ricerche. La fidanzata di Ballard: ''Per sempre la mia roccia più bella''

Perlustrazioni cessate, chiuso il campo base. La comunità si stringe nel dolore per la perdita Daniele Nardi e Tom Ballard. Stefania: ''Su quella montagna non dovevi andare, i tuoi sogni non erano lì''

Pubblicato il - 09 marzo 2019 - 10:50

TRENTO. È il momento del dolore per le famiglie e gli amici, ma anche per tutti gli appassionati di montagna. Sono cessate le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard sul Nanga Parbat (qui l'articolo).

 

L'ultima novità si era avuta due giorni fa, giovedì, con l'avvistamento, nell'ambito delle ricerche, di due sagome (qui l'articolo).

 

Dopo le osservazioni approfondite della parete condotte all'alba, era seguita all'arrivo degli elicotteri un'esplorazione dello sperone Mummery. Un modo di valutare le immagini restituite dal telescopio, inviate alle famiglie. Due sagome sulla parete Diamir della montagna, identificate dai potenti strumenti dal team di Alex Txikon, che sarebbero risultate essere due giacche, una rossa e una blu. Due giacche molto probabilmente dei due alpinisti: difficile pensare altrimenti, visto che nessuno mai prima di Tom Ballard e Daniele Nardi era riuscito a salire in quel punto.

 

Nessuna valanga, sembra, ma le speranze di trovare i due appassionati ancora in vita si sono infrante come le possibilità di intervenire a quell'altezza con i soccorsi. Chiuso nel frattempo il campo base della spedizione: gli effetti personali, i computer, i materiali sono stati recuperati e saranno spediti alle famiglie.

Ora per chi resta è il momento del dolore, della perdita. Del ricordo di quei due alpinisti e della loro enorme passione, che li ha portati a spingersi sullo sperone Mummery, una via percorsa una sola volta nel 1970 in discesa dai fratelli Reinhold e Guenther Messner (quest'ultimo perse la vita).

 

"La montagna prende, la montagna dà… - scrive su Facebook Stefania, figlia di Bruno Pederiva e fidanzata dell'alpinista britannico - Occhi trasparenti come l'anima pura di un ragazzo che viveva per stare nella natura, un viso così dolce non l'avevo neanche mai immaginato e il mio cuore hai subito conquistato, nessuna bontà più grande della tua ho mai conosciuto forse era troppo per un mondo che non guarda in faccia nessuno. Da un altro pianeta mi sembravi arrivato, forse proprio dalle stelle eri decollato. Con i ciuffi biondi mossi dal vento e una forza immensa hai vissuto liberamente e pienamente, forse è solo questo che dopo tutto importa".

"Una barriera - sono le parole che la donna affida sempre al social network - avevo innalzato per accettare i pericoli ai quali eri costantemente esposto, tutto in frantumi è ormai andato e il mio cuore è completamente annegato, non ci sono o saranno mai parole adatte a descrivere il vuoto che hai lasciato. Un dolore straziante e una forte rabbia per non aver ascoltato le mie costanti parole che ti dicevano che su quella montagna non dovevi andare, i tuoi sogni non erano lì, per questo madre natura non ti ha più protetto. Ringrazio l’universo per avermi regalato una persona così speciale, non restano che i magnifici ricordi dei tempi trascorsi insieme che sono i più belli della mia vita. Ti ritroverò nella natura, nei fiumi negli alberi nelle montagne, tu sarai sempre la mia roccia più bella".

 

"Questo era Tom Ballard, contava la montagna per lui, non gli accessori. Prima di salire la Nord di Lavaredo ha dato la giacca a vento a Stefania perché non avesse freddo lei che l'aveva dimenticata" scrive l'amica Virna Pierobon postando le foto di un'esperienza comune, ""Starlight and Storm", un inverno sulle nord più impegnative delle Alpi".

 

A strappare ai suoi cari l'alpinista una montagna che aveva nel cuore e di cui aveva discusso anche con Reinhold Messner, incontrato a Trento durante un'edizione del Festival della montagna. La val di Fassa si stringe attorno alla famiglia, nel dolore per la perdita di una persona stupenda, "unica".

 

"Rimangono due giacche appese ad una gelida parete del Nanga Parbat - scrive sempre Virna - nulla giustifica l’inutilità di questo sogno. La vita vale assolutamente di più. Specie quella di una persona unica al mondo come era Tom Ballard. Il mio pensiero più profondo a suo padre, del quale ho un rispetto immenso, gli ho chiesto tante volte come aveva imparato ad aspettare nella sua vita, a Kate Ballard, a Stefania Pederiva che ha avuto il suo amore assoluto. A tutte le persone che come me, ovunque nel mondo, hanno avuto il dono di incrociarlo lungo il cammino. Grazie Tom!"

 

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