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Nascondevano in auto una pistola clandestina per bracconaggio, una guardia giurata e un conoscente arrestati

La pistola, tenuta sotto un sedile, era pronta a sparare, con il colpo in canna. I due sono stati condotti in carcere

Pubblicato il - 08 February 2019 - 16:24

LEVICO TERME. Erano in possesso di un pistola modificata, clandestina con tanto di munizioni e silenziatori. Tutto l'occorrente per un'azione di bracconaggio. A finire nei guai, arrestati e trasferiti in carcere, sono stati due 35enni beccati in località Prati di Monte, lungo la Strada dei Baiti, nei dintorni di Vetriolo.

 

I due sono stati fermati per porto di arma clandestina, detenzione abusiva di armi e omessa denuncia di luogo di detenzioni di armi. Si tratta di una guardia particolare giurata, 35enne di Roncegno Terme, un operaio, sempre 35enne di Marter, frazione dello stesso paese.

 

Il fermo è avvenuto ieri sera, verso le 22.25 ad opera di una pattuglia dell’aliquota radiomobile di Borgo Valsugana che aveva avuto notizia di possibili attività di bracconaggio nella zona di Vetriolo. I militari hanno notato l'auto che stava transitando lungo la Strada dei Baiti, luogo particolarmente isolato e scarsamente frequentato in ore serali e notturne, e così hanno deciso di fermarla per effettuare un controllo.

 

I due uomini a bordo, a quel punto, si sono mostrati molto agitati e quindi i carabinieri hanno deciso di perquisire il mezzo. Addosso ad uno dei due è stata subito rinvenuta una munizione a palla calibro 221 Remington Fireball. Ulteriori 14 munizioni cariche e 31 bossoli delle stesse sono state rinvenute all’interno di uno zainetto sul sedile.

 

Infine, celata sotto il sedile del conducente è stata rinvenuta anche una pistola da tiro sportivo monocolpo marca Thompson Center modello Encore calibro 221 Remington Fireball, dotata di cannocchiale Bushnell, modificata artigianalmente con l’aggiunta di un calciolo metallico ripieghevole e di un silenziatore a tubo avvitato sul vivo di volata della canna.

Tali modifiche sono state chiaramente apportate allo scopo di trasformare l’originaria pistola da tiro a segno nella tipica, micidiale e facilmente occultabile arma da bracconaggio destinata alla caccia di ungulati selvatici.

 

I carabinieri hanno appurato, tra l’altro, che la pistola era pronta allo sparo, in quanto aveva un colpo in canna. A seguito di controllo nella banca dati delle forze di polizia l’arma è risultata clandestina, in quanto mai denunciata all’autorità di pubblica sicurezza. Pistola, ottica, silenziatore, munizioni e bossoli sono stati sequestrati penalmente quali corpi di reato, e verosimilmente verranno in futuro confiscati e distrutti, se così disporrà l’autorità giudiziaria giudicante.

 

I Carabinieri operanti, coadiuvati dai colleghi della Stazione Carabinieri di Roncegno Terme, hanno completato l’operazione perquisendo anche le abitazioni delle due persone fermate. In entrambe sono state a sottoposte a sequestro cautelare amministrativo le armi e le munizioni ivi legalmente detenute, nonché al ritiro temporaneo delle rispettive licenze di porto di fucile, allo scopo di segnalare al Questore di Trento l’accertato decadimento dei requisiti morali per il loro mantenimento.

 

Nel luogo uno degli arrestati custodiva le proprie armi, diverso da quello dichiarato all’Autorità di Polizia, sono state tra l’altro rinvenute 50 munizioni calibro 12 a palla singola da caccia tipo Brenneke non autorizzate, che pertanto venivano anch’esse penalmente sequestrate.

 

Il Pubblico Ministero informato, la dottoressa Alessandra Liverani, nel confermare il provvedimento restrittivo, disponeva la carcerazione delle due persone arrestate, che pertanto in nottata sono state tradotte presso la Casa Circondariale di Bolzano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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