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| 20 nov 2021 | 12:19

Al fermo i carabinieri si accorgono che hanno una pistola: bloccati padre e figlio. A casa avevano altre armi e una placca delle forze dell'ordine

 Assistiti dai carabinieri di Trento e Borgo Valsugana quelli di Rovereto hanno tratto in arresto due persone, padre e figlio, rispettivamente di 53 e 18 anni, italiani, entrambi residenti nel comprensorio dell’Altopiano della Vigolana

Al fermo i carabinieri si accorgono che hanno una pistola: bloccati padre e figlio
di Redazione

LEVICO. Quando li hanno fermati nei pressi di Levico Terme i carabinieri si sono subito accorti che il padre stava passando una pistola al figlio per farla nascondere. Hanno, quindi, proceduto al fermo della coppia ed accertato che l'arma che i due si stavano passando era una Beretta calibro 7.65, carica, funzionante e con matricola abrasa. 

 

Nella tarda serata di ieri, i carabinieri di Rovereto, assistiti da quelli delle compagnie di Trento e Borgo Valsugana, hanno tratto in arresto due persone, padre e figlio, rispettivamente di 53 e 18 anni, italiani, entrambi residenti nel comprensorio dell’Altopiano della Vigolana, responsabili a vario titolo di porto e detenzione di armi clandestine e munizionamento, ricettazione e possesso di segni distintivi di organo di polizia.

 

I due soggetti, già da tempo monitorati, sono stati intercettati e fermati a bordo della loro autovettura nei pressi di Levico Terme. Il padre, già gravato da precedenti specifici, durante l’ispezione al veicolo da parte dei carabinieri, approfittando della scarsa illuminazione, ha tentato maldestramente di passare al figlio la pistola che portava con sé, ma l’azione è stata subito interrotta dai militari dell'Arma che hanno provveduto a recuperare l’arma, una beretta cal. 7.65, carica e funzionante, con matricola abrasa.

 

All’esito delle successive perquisizioni domiciliari, nell’abitazione del 18enne di Trento i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato una placca riconducibile alle forze dell’ordine e del munizionamento da caccia detenuto illecitamente. Padre e figlio sono stati condotti alla casa circondariale di Spini di Gardolo in attesa dell’udienza di convalida.

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