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Rifiuti nel Sarca: l’associazione ‘Rotte Inverse’ lancia una campagna per ripulire il fiume

Sei chili di rifiuti sono il “bottino” raccolto da Daniele Monetti in una giornata di pulizie sulle sponde del fiume Sarca: “Mai visti in queste spiagge tanti rifiuti tutti assieme”

Di Tiziano Grottolo - 18 febbraio 2019 - 21:42

DRO. Sta riscuotendo molti apprezzamenti l’iniziativa portata avanti da Daniele Monetti, presidente di ‘Rotte Inverse’ associazione da anni impegnata in difesa dell’ambiente, che lunedì scorso “armato” solo di buona volontà ha ripulito una delle spiagge del fiume Sarca. La spiaggia in questione si trova nei pressi della Centrale di Fies ma molte altre versano nelle stesse condizione ha spiegato Monetti che in poche ore di lavoro ha raccolto ben 6 chilogrammi di rifiuti. Oltre all’onnipresente plastica sono stati recuperati anche rottami di ferro e svariate bombolette di deodorante e lacca per capelli. Ciò che più desta preoccupazione però è il ritrovamento di alcuni flaconi senza etichetta contenenti prodotti chimici non meglio identificabili.

 

 Va sottolineato come parte di questi rifiuti potrebbero essere caduti nel Sarca, come conseguenza dei violenti nubifragi, che tra ottobre e novembre, hanno colpito tutto il territorio portando il fiume ad ingrossarsi oltre i limiti d’allerta e facendolo straripare in alcuni punti. Restano però alcuni interrogativi che dovrebbero destare non poche preoccupazioni, infatti considerando che probabilmente solo una parte di questi rifiuti si è arenata sulle spiagge, parte di essi potrebbe invece essersi riversata nel Lago di Garda ed essere ormai irrecuperabile.

Tutto questo non basta a scoraggiare l’associazione ‘Rotte Inverse’ che tramite i social ha fatto sapere di voler lanciare una campagna per coinvolgere soci e cittadini nella pulizia del fiume: “Non mi aspettavo questa risposta positiva da parte delle persone – ha affermato soddisfatto Monetti – vedere tutta questa voglia di essere partecipi mi ha dato un po’ di speranza in più e fatto capire che molto può ancora essere fatto”.

Talvolta però la buona volontà non basta, soprattutto quando c’è di mezzo la burocrazia, perché per fare tutto a norma di regola vi sono una serie di questioni legate a permessi e sicurezza da valutare. Proprio per aggirare questo problema si è pensato di mobilitare le persone tramite iniziative informali e di creare un gruppo whatsapp in modo da coordinare le varie attività. “Questo è il periodo migliore per attivarsi – ha concluso Monetti – la vegetazione ha ancora da svilupparsi e permette di recuperare meglio i rifiuti, se l'unione fa la forza, e tutti facessimo un piccolo sforzo, potremmo veramente ripulire il fiume in pochissimo tempo”.

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