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Sentenza della Consulta: ''Cattura e abbattimenti legittimi''. Rossi: ''Fugatti ha sempre detto che era un modo per sviare l'attenzione ma avevamo ragione''

L'ok arriva dopo l'esame in camera di consiglio dei due ricorsi del presidente del consiglio contro Trentino e Alto Adige. La Consulta ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale. Rossi: "E adesso vengano elaborati i piani di gestione come abbiamo chiesto a inizio anno, anche se Zanotelli dice che non servono"

Di Luca Andreazza - 16 luglio 2019 - 16:21

TRENTO. E' una sentenza pesante quella della Corte costituzionale, mentre il personale forestale insegue M49 immortalato sulla Marzola (Qui articolo), il palazzo della Consulta stabilisce che le leggi di Trento e Bolzano sulla cattura e eventuale abbattimento di orsi e lupi è legittima

 

L'ok arriva dopo l'esame in camera di consiglio dei due ricorsi del presidente del consiglio contro Trentino e Alto Adige. La Consulta ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale, giudicando che "la disciplina provinciale contestata rientri nell'ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome".

 

Il prelievo, la cattura e l'eventuale uccisione degli orsi e dei lupi possono essere autorizzati dal presidente della Provincia, se ci sono condizioni previste dalla normativa europea in materia di conservazione degli habitat naturaLa legge di riferimento della Provincia di Trento è la numero 9 dell'anno scorso nel corso della giunta Rossi e impugnata in settembre dalla presidenza del consiglio.

 

"La legge - commenta l'ex governatore - che abbiamo voluto e approvato nella passata legislatura, dopo un lungo e complesso lavoro di diplomazia giuridica nazionale, ma anche a livello europeo. Questo consente di fare piani di gestione dei grandi carnivori che prevedono anche l'abbattimento. Ora si trova conferma anche nella corte costituzionale". 

 

L'ex presidente si toglie anche qualche sassolino all'indirizzo dell'attuale governo provinciale. "Non ci credeva nessuno - dice Rossi - nemmeno Fugatti che in aula la definiva un modo per sviare e per far finta di fare qualcosa di serio sul problema. E invece ecco che la legge viene confermata".

 

Nel mirino finisce anche la gestione attuale. "Denunciamo pubblicamente - aggiunge il consigliere provinciale del Patt - che nonostante un nostro ordine del giorno, approvato all'unanimità e votato anche dalla giunta il 6 febbraio scorso impegnasse la giunta stessa a predisporre i piani, nulla è stato fatto dal governo del cambiamento. Anzi l’assessora Zanotelli l'11 luglio scorso, una lettera in cui dichiarava che non vi era nessuna necessità di predisporre piani a riguardo".

 

Il tema è anche quello della prevenzione. "Ognuno può giudicare la distanza - conclude Rossi - tra le dichiarazioni mediatiche o di piazza e il lavoro concreto al servizio del Trentino. Adesso ci attendiamo che la giunta predisponga e approvi i piani per la gestione e metta in atto tutte le misure tecnico scientifiche necessarie. Basta vedere come agiscono in Francia, ma serve insistere con prevenzione e recinti. Nell'ordine abbiamo sempre applicato il Pacobace con ordinanze, scritto al ministero per ottenere i piani di gestione, compreso la riduzione e la possibilità di fissare un numero massimo di esemplari. Non solo, siamo andati con Kompatscher a Bruxelles e abbiamo ottenuto finanziamenti per le recinzioni, oltre ad aver elaborato questa legge, ora approvata anche dalla corte costituzionale: i fatti parlano".

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