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Sub morto nel Garda, Sebastian Marczewski aveva raggiunto il record ma un cordino si è impigliato alle bombole

Il ricordo del nucleo sommozzatori Gruppo volontari del Garda che ha riportato in superficie il corpo del sub: ''E' stato tremendo pensare che bastava niente per poterti riabbracciare vincitore, una questione di centimetri tra le tue bombole e quel cordino''

Pubblicato il - 07 luglio 2019 - 16:38

LIMONE. ''Ciao Sebastian, è toccato a noi portarti fuori dal buio in cui si è spento il tuo immenso entusiasmo per le sfide oltre ogni limite''. Così il nucleo sommozzatori del Gruppo Volontari del Garda su Facebook ha voluto ricordare la tragica scomparsa di Sebastian Marczewski, subacqueo polacco che ieri si è immerso tra Tignale e il porto di Tremosine per cercare di raggiungere il primato mondiale di immersione di 333 metri e a quanto pare quel record lo aveva raggiunto. A fermarlo sarebbe stato un cordino che si è impigliato sulle sue bombole e si è rivelato per lui fatale

 

Un minuscolo intoppo che per l'esperto e allenato sportivo (che due anni fa, sempre sul Garda, aveva centrato il record nazionale polacco con un'immersione fino a 240 metri di profondità) si è trasformato, in quelle condizioni estreme, insormontabile e non gli ha più permesso di proseguire la risalita. A far scattare l’allarme Ivano Predari, altro sub di origini bergamasche che da programma avrebbe dovuto incontrare Marczewski a quota 100 metri durante la sua risalita ma che non lo ha più visto riemergere nonostante un tentativo di avvicinarlo raggiungendo quota 160 metri per cercarlo.  

 

Sono, quindi, partite le ricerche che hanno coinvolto i vigili del fuoco di zona, il nucleo sommozzatori del corpo permanente di Trento, la guardia costiera e il nucleo sommozzatori del Gruppo Volontari del Garda. Proprio questi ultimi conoscevano il sub polacco di 41 anni e hanno scritto un post carico di significato per ricordarlo.

 

Dal primo giorno di qualche anno fa in cui ci siamo conosciuti avevamo capito che niente e nessuno ti avrebbe fermato nella tua ricerca del punto più estremo, del traguardo più distante.

 

Eravamo sicuri che tu sapessi benissimo che la strada per raggiungerlo sarebbe stata difficile e impegnativa. Perché oltre il limite c'è l'ignoto e questo ignoto non è sempre benevolo con chi lo sfida.

 

Quello che possiamo dire è che la tua preparazione e la tua attenzione alle scelte tecniche era meticolosa, seria e prudente.

 

Purtroppo non potevi tenere conto dell'imponderabile che nel tuo caso si è materializzato in un maledetto cordino che si è impigliato tra la tua passione ed il tuo futuro e non ti ha lasciato scampo.

 

E' stata una tristezza immensa scoprire che il tuo record lo avevi raggiunto e che la cattiva sorte ti ha sorpreso sulla strada del ritorno. E' stato tremendo pensare che bastava niente per poterti riabbracciare vincitore, una questione di centimetri tra le tue bombole e quel cordino ad una profondità troppo elevata perché la tua squadra ti potesse soccorrere.

 

Ciao Sebastian, è stato un privilegio averti conosciuto.

 


 

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