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Txikon: ''Nardi e Ballard sono morti di ipotermia. Quando cambia il vento sul Nanga la temperatura può passare da -30 a -60 gradi''

L'alpinista basco in una lunga intervista a Marca spiega nuovi dettagli della sua spedizione di ricerca: ''Non abbiamo dormito per 3 giorni''. E alla Gazzetta specifica: ''Quella vicino a loro non era la tenda ma una roccia''

Di Luca Pianesi - 26 marzo 2019 - 19:19

NAGNA PARBAT. ''E' stata una morte dura, in solitudine. Sono rimasti attaccati a una corda fissa. Daniele e Tom sono morti di ipotermia''. Rivela dei particolari inediti nella sua lunga intervista a ''Marca'' (QUI ARTICOLO), Alex Txikon, lo scalatore basco che qualche settimana fa ha cercato di recuperare i due alpinisti dispersi sul Nanga Parbat l'italiano Daniele Nardi e l'italo-britannico che viveva in Val di Fassa Tom Ballard (QUI ARTICOLO). Rientrato da poco dal tentativo di scalata in inverno del K2 lo spagnolo racconta di come sono andate le ricerche in quei giorni drammatici. 

 

''Non abbiamo dormito per tre giorni - spiega al grande quotidiano sportivo spagnolo - nel tentativo di scorgere anche di notte qualche segnale sulla parete. Non perdevamo la speranza. In questi casi anche se sai che sono morti, il subconscio non ti lascia rinunciare all’idea che siano vivi. Abbiamo scrutato il Nanga Parbat e alla fine abbiamo visto i cadaveri. È stata una morte crudele. Erano attaccati a una corda fissa. Daniele e Tom Ballard sono morti per ipotermia. È stata una morte dura, in solitudine. Hanno anche fatto segnali con una luce per chiedere soccorso al campo base. In realtà, l’unico errore che hanno commesso è che in inverno, dopo le 17, se il vento cambia improvvisamente, la temperatura può scendere da -30 a -60 gradi e vista la fatica che avevano accumulato in quel giorno attrezzando la via, questo fattore si è dimostrato deflagrante''.

 

Txikon prosegue poi l'intervista parlando del K2 e della sua spedizione sostenuta nei giorni successivi all'aver individuato i corpi dei due alpinisti sul Nanga. Le dichiarazioni dello scalatore basco, però, hanno aperto nuovi scenari che la Gazzetta dello Sport ha provato ad approfondire e al giornalista Alessandro Filippini (QUI ARTICOLO) Tixton ha spiegato che si è detto che loro erano vicini alla tenda di campo 4 e invece quella che si vedrebbe nella fotografia fatta con il telescopio non sarebbe una tenda ma una grande roccia. ''Invece - ha aggiunto l'alpinista basco - sono sicuro al cento per cento che sono attaccati alla corda fissa, congelati tutti e due. Col telescopio ho visto perfettamente che la corda è tesa, per il peso dei corpi''.

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