Ottanta metri di "rete fantasma" sul fondo del Garda: rinvenuta una nuova trappola invisibile, l'intervento dei sub
L'operazione portata a termina da “Benaco Guardians For the Oceans” è un movimento spontaneo di conservazione acquatica nato per promuovere sensibilizzazione e azione, dal Lago di Garda al mare

GARDA. Una struttura sommersa diventata una vera e propria trappola per le vita acquatica. L’intervento di “Benaco Guardians” ha permesso di recuperare un groviglio soffocante di vecchie reti da pesca, lenze e cordame che formavano drappi spessi di materiale sintetico.
Oltre 80 metri di reti fantasma, invisibili dalla superficie ma letali per le creature dei fondali. Era tutto incastrato in una struttura sommersa: una vera e propria prigione senza via d'uscita. Insieme alle reti sono stati recuperate anche un’ancora e una tanica di plastica.
“Benaco Guardians” è un movimento spontaneo di conservazione acquatica nato per promuovere sensibilizzazione e azione, dal Lago di Garda al mare. Da anni, Benaco Guardians porta avanti iniziative spontanee di monitoraggio e recupero di rifiuti sul Lago di Garda. Questo impegno costante sul campo ha trovato la sua naturale evoluzione nella sinergia con Ghost Diving, l'organizzazione internazionale di riferimento per il recupero degli attrezzi da pesca perduti e abbandonati nei mari del mondo.
Dopo anni di operatività sul territorio portata avanti dal gruppo di Bergamo North Central Divers, a febbraio 2025 è nato ufficialmente il chapter italiano Ghost Diving Lombardy Lakes, un passo fondamentale per dare ancora più risonanza e struttura alla nostra missione sotto l'egida della casa madre.
L’operazione pubblicata sui social nelle scorse ore è scattata grazie alla segnalazione di Giuseppe Pastoressa, che ha permesso ai volontari di individuare una situazione particolarmente critica.
Le reti che sono state recuperate erano incastrate in una struttura sommersa, creando una sorta di prigione senza via d’uscita per la fauna del lago.
A rendere ancora più difficile l’individuazione del materiale era stata la presenza delle dreissene, i piccoli molluschi bivalvi ormai diffusissimi nel Garda, che nel corso del tempo avevano ricoperto le reti mimetizzandole quasi completamente.
Un'operazione importante attraverso la quale si invita le persone che ne hanno voglia e che sono subacquei tecnici esperti ad unirsi alle attività. Per avere informazioni è possibile scrivere a gdll@ncdivers.it.
Quello delle cosiddette reti fantasma è un problema molto grave sul Garda. Giacciono abbandonate sui fondali o, in alcuni casi, rimangono in sospensione rischiando di diventare vere e proprie trappole per i pesci e un pericolo anche per i sub.
Un circolo vizioso di morte oltre che di inquinamento. Basta pensare che ogni anno a livello globale si stima che tra 500mila e 1 milione di tonnellate di attrezzi da pesca finiscano in mare e nei laghi. Si tratta di una tipologia di rifiuto con un impatto fortemente deleterio sugli ecosistemi.














