Contenuto sponsorizzato
| 07 giugno | 19:12

Lotta al pesce siluro, una strategia per "salvare" le specie autoctone dal grande predatore: ecco di cosa si tratta

La strategia è emersa da un tavolo tecnico regionale: "Progetto capace di diventare un vero e proprio modello nazionale da esportare e applicare in tutti gli altri laghi italiani"

Lotta al pesce siluro, una strategia per "salvare" le specie autoctone dal grande predatore: ecco di cosa si tratta

BRESCIA. Fermare l'avanzata del pesce siluro sul lago d'Iseo, nel momento di massima vulnerabilità di alcune specie autoctone, tra cui l'agone (la sardina di lago, ndr). Come? Posizionando del reti selettive nelle vicinanze delle sponde in modo da proteggere la loro frega.

 

È questa la strategia emersa nei giorno scorsi a Clusane nel corso del primo tavolo tecnico ufficiale - riunito su iniziativa dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi - a seguito dell’ordine del giorno presentato dal consigliere regionale Diego Invernici con l’obiettivo di bloccare l’avanzata del pesce siluro con azioni immediate e concrete.

 

Il tema della presenza del super predatore nel lago era tornata alla ribalta recentemente dopo che un esemplare di oltre un metro e mezzo era stato avvistato vicini al lungolago e un'atro di oltre due metri e 81 chili era stato catturato con le reti da un pescatore.

 

Ma torniamo alla strategia per proteggere le specie autoctone, spiegata nei dettagli dal consigliere Invernici: questa prevede, in una prima fase, una deroga fondamentale per posizionare reti selettive a ridosso delle sponde, a soli 3-4 metri dalle rive invece dei tradizionali 30. "È proprio lì – viene sottolineato – che in questo periodo il siluro si sposta in massa per cacciare i nostri agoni durante la frega".

 

Il tavolo tecnico, viene sottolineato dal consigliere, si riunirà a cadenza periodica "per proporre iniziative finalizzate a ridurre il pesce siluro, "grande predatore delle specie autoctone che sta compromettendo il bio equilibrio, generando un danno ambientale ed economico al territorio".

 

"Vogliamo - prosegue Invernici - che il Sebino faccia da apripista: stiamo costruendo un modello pilota scientifico e normativo da esportare in tutta la Lombardia e a livello nazionale. La difesa dell’ambiente e il sostegno alla nostra economia e ristorazione tradizionale corrono sullo stesso binario".

 

"L’obiettivo ambizioso – conclude il consigliere – è quello di validare sul Lago d’Iseo un progetto capace di diventare un vero e proprio modello nazionale da esportare e applicare in tutti gli altri bacini interni italiani che affrontano la stessa emergenza biologica e nelle prossime settimane definiremo un piano finanziario e normativo straordinario da presentare alla Giunta regionale".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 06 agosto | 20:15
Dal Trentino al Veneto, una panoramica sulla difficile situazione idrica in quota. Abbruscato: “Il problema principale legato all'utilizzo dei [...]
Cronaca
| 06 agosto | 21:21
Sono stati i tre amici che si trovavano con lui ad allertare i soccorsi: l'elicottero Falco 1 ha raggiunto le coordinate indicate e provveduto a [...]
Cronaca
| 06 agosto | 18:22
La ragazza, a una quota di circa 2.600 metri, sotto Cima di Valbona, nel gruppo del Latemar, è scivolata lungo un pendio, precipitando da un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato