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| 31 marzo | 12:16

Invasione Siluri nel Garda: "Trasformare problema in opportunità, pesce che ha mercato". L'incontro tra Regione, pescatori e categorie: "Attenzione anche al cormorano"

Emergenza pesce siluro nel Garda, l'assessore alla pesca incontra pescatori e categorie: "Fenomeno che va affrontato con serietà, sta creando difficoltà reali alla pesca e all’equilibrio del lago. Non si tratta di pescare un prodotto da scartare, esiste già una filiera commerciale che rafforzeremo"

BARDOLINO. L'invasione dei pesci siluro nel Lago di Garda è un fattore sempre più preoccupante, a pochi giorni dall'appello lanciato dalla Comunità del Garda che ha messo in campo un piano d'azione interregionale per contenere la specie invasiva (QUI ARICOLO), gli amministratori e le categorie hanno chiesto un intervento della Regione Veneto che è sfociato in un'incontro tra l'assessore regionale alla pesca Dario Bond con pescatori, tecnici e istituzioni locali.

 

Al centro della tavola rotonda – all'azienda agricola Casetto di Cisano di Bardolino – il fatto che la crescente presenza del siluro nel Lago di Garda rappresenta oggi una delle principali criticità ambientali ed economiche dell’area, con le catture di questa specie alloctona ed altamente invasiva che sono aumentate sensibilmente negli ultimi anni.

 

Il siluro, aspetto già noto ai più, è un “super-predatore” che si nutre di numerose specie ittiche e altera profondamente l’equilibrio del lago, mettendo a rischio la biodiversità e a questo si aggiunge il fatto che la sua elevata capacità di adattamento – può infatti vivere anche in acque con poco ossigeno o condizioni difficili – lo rende particolarmente competitivo rispetto alla fauna locale.

 

“Il pesce siluro è una problematica annosa, segnalata da tempo dal territorio – ha spiegato Dario Bond nel corso dell'incontro a cui ha partecipato anche l'assessore Diego Ruzza – tanto che è stato chiesto un intervento regionale per individuare soluzioni concrete. È un fenomeno che va affrontato con serietà, perché sta creando difficoltà reali alla pesca e all’equilibrio del lago".

 

Accanto agli aspetti critici, ha specificato l'assessore regionale alla pesca, emerge anche una possibile opportunità economica: il siluro ha infatti un mercato consolidato soprattutto nei Paesi del Nord Europa come Germania, Repubblica Ceca e Polonia.

 

"Non si tratta quindi di pescare un prodotto destinato a essere scartato, ma esiste già una filiera commerciale reale. Il prezzo del pesce fresco  -  prosegue Bond - si aggira attorno ai 2,50-2,70 euro al chilo e viene regolarmente consumato”.

 

E di qui l’obiettivo della Regione, d’accordo coi pescatori, che è duplice: contenere l’impatto ambientale e valorizzare economicamente la specie. “Ci attiveremo - prosegue l'assessore - per rafforzare la filiera commerciale del siluro, garantendo ai pescatori uno sbocco certo e strutturato. Questo significa dare stabilità al mercato e trasformare una criticità in una risorsa”.

 

Parallelamente, resta centrale il sostegno alla pesca professionale gardesana. “Dobbiamo stare vicino ai pescatori che rappresentano una realtà importante ma non strutturata su larga scala – ha aggiunto Bond – e serve supporto concreto sia nella sperimentazione sia nell’acquisto di attrezzature adeguate, perché cambia il sistema di pesca e cambiano anche le reti necessarie”.

 

E poi lo sguardo al lato dei contributi, con un aiuto che potrà arrivare anche dai fondi europei: “Attraverso i fondi Feampa possiamo intervenire per sostenere il settore, ad esempio realizzando centri di stoccaggio temporaneo: nei periodi caldi è fondamentale mantenere il pesce a temperatura controllata per garantirne la qualità e il valore commerciale”.

 

Nel corso del confronto. oltre al tema del siluro, è emersa anche un’altra criticità che incide sull’equilibrio del lago: la presenza del Cormorano.

 

 “Abbiamo affrontato anche il tema del cormorano - spiega Bond - e della necessità di avviare interlocuzioni con Ispra. È urgente predisporre un piano specifico per il lago di Garda, perché questo animale può incidere pesantemente sulla fauna ittica, arrivando a compromettere anche il novellame, cioè la base della pesca futura: su questo fronte ci impegneremo”.

 

Un percorso quindi che, ora avviato, punta quindi a una gestione integrata delle criticità del Garda all'insegna di una "una nuova fase fatta di dialogo e collaborazione".

 

Ci siamo seduti allo stesso tavolo – conclude Dario Bond – con tutti i pescatori professionali del lago di Garda e con le istituzioni: dobbiamo tutelare una categoria che è parte della storia del lago di Garda e fare in modo che possa continuare a lavorare e a essere protagonista del territorio”.

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