"Bracconaggio ittico sul Garda in aumento: carenza di personale nella polizia provinciale e poche segnalazioni", l'allarme del Wwf: "Danni irreversibili all'ambiente"
Dopo gli ultimi episodi di bracconaggio sul Garda segnalati, interviene il Wwf: "Bisogna sempre allertare le forze dell'ordine: questi atti non sono solo una violazione della legge, ma portano a danni ambientali irreversibili e le conseguenze ricadranno sul futuro del Lago. Importante arrivare ad un coordinamento interregionale"

DESENZANO. "Un fenomeno difficile da contrastare perché spesso si tratta di pescatori con licenza, sono le segnalazioni e sanzioni a dimostrarlo, e non di bracconieri occasionali. Fatto a cui si aggiungono una scarsa propensione alla denuncia e una carenza di controlli: per contrastare il bracconaggio ittico sul Lago di Garda, che causa danni irreparabili all'ambiente, serve un cambio di approccio culturale".
Queste le parole a il Dolomiti di Paolo Zanollo del Wwf Bergamo Brescia che, dopo l'ultima segnalazione (QUI ARTICOLO) relativa ad un episodio di bracconaggio ittico diffusa dal consigliere comunale di Desenzano Andrea Spiller, analizza un fenomeno diffuso e che "ha un grande impatto sull'ecosistema gardesano".
Ripercorrendo in breve la vicenda, nei giorni scorsi Spiller aveva diffuso un video in cui si intravvedono due persone a bordo di una barca mentre entrano nel porto Nautigarda in località Fornaci, tra Sirmione e Peschiera, per calare una rete da pesca sotto i pontili dove riposano decine di carpe. "Basta poco tempo per far smuovere i pesci - aveva spiegato Spiller - e spingerli nelle reti per poi caricarli in barca e allontanarsi nel buio, direzione porto di Pacengo dove li aspetta un furgone per stoccare il pesce e il carrello per rimuovere la barca. Un episodio analogo si era verificato poche settimane fa tra Sirmione e Desenzano".
E proprio a seguito di questi episodi, il Wwf ha deciso di fare il punto della situazione per mettere a fuoco l'impatto del fenomeno e l'importanza di contrastarlo.
"Il bracconaggio ittico rappresenta una delle principali minacce per gli ecosistemi acquatici in Italia ma anche sul Garda - spiega Zanollo - con ripercussioni devastanti sulla biodiversità e sulla sostenibilità delle risorse ittiche".
Nonostante le normative vigenti, spiega il Wwf, il fenomeno "continua a proliferare", alimentato da controlli all'insegna della carenza del personale da parte delle autorità provinciali e da una demotivazione diffusa tra i cittadini, soprattutto i pescatori sportivi, a denunciare".
Ad essere messi a fuoco da Zanollo sono quindi i principali punti critici nel contrasto al bracconaggio ittico. "In primis - spiega - la carenza di personale competente in materia nella polizia provinciale: organici ridotti non permettono infatti un monitoraggio costante di fiumi, laghi e coste e questo si traduce in interventi sporadici e reazioni lente alle segnalazioni, creando un circolo vizioso di inefficienza".
C'è poi il tema delle denunce, che spesso finiscono nel nulla. "Chi scopre questi atti criminali sono spesso pescatori sportivi ma invece di allertare immediatamente le guardie - prosegue Zanollo - questi si limitano a filmare le scene con lo smartphone e a condividere i video nei gruppi WhatsApp dedicati alla pesca: qui, tra lamentele e discussioni accese, il problema rimane confinato a una bolla virtuale, senza tradursi in azioni concrete"
Il risultato? Il referente del Wwf va dritto per dritto: "Specie ittiche a rischio estinzione come trote, lucci e anguille vengono decimate con danni irreversibili all'equilibrio ecologico. E anche l'ambiente ne paga il prezzo con inquinamento da attrezzi abbandonati, alterazione delle catene alimentari e perdita di habitat naturali".
Ad essere spiegato è poi il giusto "modus operandi" da attuare nel caso in cui ci si imbatta in episodi di bracconaggio ittico.
"In caso di violazione in corso - spiega Zanollo - bisogna chiamare subito il 112 e i carabinieri interverranno rapidamente per accertare i fatti: il fascicolo verrà poi passato alla Provincia che gestisce a posteriori la fase amministrativa e giudiziaria. In caso di azioni di bracconaggio nei porti e nelle arre costiere, basta invece contattare la Guardia Costiera al numero 1530: nel caso segnalato di recente un loro intervento avrebbe fermato tutto sul nascere".
Infine, una riflessione di più ampio respiro. "Serve quindi un cambio di approccio culturale - conclude Paolo Zanollo - all'insegna di più informazione, più responsabilità e maggiore partecipazione. Il bracconaggio va segnalato sempre, perché non è solo una violazione della legge, ma un danno ambientale e un problema di sostenibilità le cui conseguenze ricadranno sul futuro del lago. Alla luce di ciò, sarebbe importante arrivare ad un coordinamento interregionale per la gestione del fenomeno".












