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Una legge per rendere gratuito lo sci per gli under 18? No grazie, meglio ripartire dalle scuole

L'ex assessore Olivi, per combattere la fuga dallo sci da parte dei più giovani, ha proposto una nuova normativa e così un settore già finanziato per realizzare le strutture e anche per realizzare la neve avrebbe anche un pubblico di favore ''per legge''. La norma parre poco realizzabile per questioni di legittimità con la disciplina europea per la concorrenza. Migliore la proposta dell'assessore Failoni che starebbe lavorando con Bisesti per coinvolgere le scuole

Di Luca Pianesi - 24 September 2019 - 18:49

TRENTO. Sci gratis per gli under 18 per rilanciare uno sport sempre più in crisi? La proposta arriva dal consigliere provinciale del Pd Alessandro Olivi alla luce del fatto che ci sarebbe una ''preoccupazione per il decrescente interesse alla pratica dello sci da parte degli stessi trentini, nonostante sia una disciplina che contraddistingue l’identità di una comunità di montagna''. La cosa, ha spiegato il responsabile del dipartimento turismo Sergio Bertotti durante la seduta della Terza commissione permanente, così come è stata formulata non potrebbe essere approvata in consiglio per poi essere applicata direttamente perché presenterebbe dei problemi di legittimità rispetto alla disciplina europea sulla concorrenza.

 

Inoltre parrebbe davvero viaggiare in un mondo dell'assurdo dove, visto che una cosa pare sempre meno sostenibile e appetibile (anche per ragioni legate al cambiamento climatico e al cambiamento di paradigmi socio-culturali) si continui a investire soldi pubblici per foraggiare la costruzione di nuove strutture e nuovi impianti, che non riescono a garantirsi un innevamento naturale e quindi necessitano di risorse anche per creare la neve (con i bacini per l'innevamento artificiale) e ora anche di risorse (si ipotizza che qualcuno, come l'ente pubblico, ristorerà gli impiantisti dei mancati guadagni almeno per una parte del calo di entrate) per farli frequentare visto che i giovani sarebbero sempre meno interessati a questo mondo.

 

Il tutto mentre si continua a ripetere che sciare sotto i 1.800 metri diventerà sempre più difficile negli anni venire; che, anche secondo i ricercatori dell’Institute for Snow and Avalanche Research (SLF) e del CRYOS Laboratory dell’École Polytechnique Fédérale se i paesi non riusciranno a ridurre le emissioni, alla fine del secolo il manto nevoso naturale potrebbe assottigliarsi del 30% - 70%; che ''i risultati - scrive Legambiente nel suo dossier annuale dedicato - dimostrano che la neve sotto i 1000 metri sarà una rarità alla fine del secolo. Ancora più allarmante il fatto che sopra i 3000 metri è previsto un calo drastico dello spessore del manto nevoso. Riduzione che può essere mitigata entro il 50% se saremo capaci di contenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi. Inoltre la stagione invernale si accorcerà di 15-30 giorni, riduzione che sommata a tutto il resto arrecherà grossi problemi per il turismo invernale''.

 

''In queste condizioni - prosegue lo studio di Legambiente riportando dati ormai acclarati - le stazioni di sport invernali al di sotto dei 1500 metri sono inesorabilmente condannate alla chiusura, a meno che non trovino altre offerte turistiche alternative allo sci da discesa. Secondo il glaciologo Jerome Chappellaz, dell’università di Grenoble, nei prossimi anni saranno a rischio chiusura addirittura quelle sotto i 1.800 metri''. Cresce, invece, l'interesse per la montagna intesa come tale, non come impianto sciistico e, stando ai dati, il 24,3% degli italiani, appassionati di sport invernali, si stanno dedicando sempre di più alla cosiddetta “neve al naturale” e quindi alle escursioni con le ciaspole, scialpinismo e sci di fondo

 

Insomma pare davvero improbabile possa essere questa la strategia per avvicinare i giovani trentini allo sci visto che, tra l'altro, esistono già innumerevoli formule e sconti per i più giovani. Praticamente tutti gli impianti propongono già delle tariffe agevolate e questo lo ha ricordato anche l'assessore al turismo Roberto Failoni. ''Un po’ tutte le aree sciistiche trentine applicano prezzi speciali per i bambini - ha spiegato -. Già quest’inverno ad esempio lo skipass per i ragazzi in Val di Sole costerà 80 euro e anche in Bondone sono previste soluzioni simili. Sarebbe bello riuscire a fare uno skipass unico per il Trentino. Tuttavia per affrontare la problematica non servirebbe a mio avviso una legge, quanto piuttosto buona volontà e attenzione al problema, ingredienti che già ci sono, tanto che la questione era stata affrontata fin dal primo incontro con Anef (associazione nazionale esercenti funiviari) di molti mesi fa, con l’obiettivo di portare almeno al 10% della popolazione, l’attuale 3% di trentini sciatori''.

 

E poi ha spiegato che con l’assessore all'istruzione Bisesti sarebbe allo studio un sistema di avviamento allo sci nelle scuole, pensando ad un pacchetto agevolato attrezzatura-impianti da proporre alle famiglie. E proprio questa, semmai, parrebbe essere la strada più interessante da intraprendere per tornare ad avvicinare i giovani allo sci. ''Sarebbe bello poter mettere tutti i ragazzi, anche i meno abbienti, nelle condizioni di vivere un momento di sport in montagna - ha commentato al riguardo la consigliera di Futura Lucia Coppola -. Uno sport, lo sci, con una forte valenza identitaria, oltre che eccellente per la salute e per l’ambiente nel quale è svolto. Fa molto piacere che gli assessori Failoni e Bisesti stiano prendendo in considerazione l’idea di ripristinare questa attività anche nelle scuole, questa è la strada giusta''.

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