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Vende piante e mele all’ingrosso ma la sua azienda è sconosciuta al fisco: imprenditore trentino in manette

L’indagato aveva messo in piedi un ingegnoso sistema di false fatture per sviare le indagini ed eludere i controlli, in questo modo avrebbe costruito un volume d’affari di circa 10 milioni di euro

Pubblicato il - 14 settembre 2019 - 10:24

TRENTO. Si è conclusa ieri l’operazione della guardia di finanza di Trento che ha portato all’arresto di un imprenditore 50enne di Trento che operava nel settore della vendita all’ingrosso di mele e piante di mele.

 

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo è scaturita dalle indagini condotte delle fiamme gialle in seguito ai controlli fiscali eseguiti sulla ditta del soggetto, risultata essere completamente sconosciuta al Fisco, ma in grado comunque di produrre un volume di affari milionario.

 

Trattandosi di una società sconosciuta al fisco, di conseguenza non teneva una corretta contabilità, i militari hanno dovuto pazientemente ricostruire la rete di rapporti commerciali posti in essere dall’azienda.

 

Il 50enne ha cercato di mettere in atto una serie di comportamenti fraudolenti tesi ad occultare tutto il suo reale giro d’affari.

 

I finanzieri tramite perquisizioni e sequestri ma anche analizzando i computer, tablet, telefonini cellulari dell’uomo e avviando una serie di accertamenti bancari, sono riusciti a ricostruire il reale tragitto della merce e individuare i maggiori venditori e acquirenti delle pomacee, entrambe aziende vivaistiche dell’Alto Adige.

 

Dai controlli incrociati è emerso come, nel periodo tra il 2016 e il 2018, l’uomo avesse effettuato ingenti operazioni di vendita e acquisto di pomacee.

 

Tra i vari comportamenti fraudolenti l’imprenditore indagato aveva messo in piedi un ingegnoso sistema di false fatture per sviare le indagini e non apparire, così, come reale percettore dei ricavi generati.

 

Il soggetto dovrà ora rispondere di occultamento e distruzione di scritture contabili, emissione ed utilizzo di fatture false, reati che prevedono la reclusione sino a sei anni, oltre alle violazioni di carattere amministrativo relative all’omesso versamento delle imposte, per un volume d’affari di circa 10 milioni di euro.

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